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Dolomiti: le Terre dei Gelatieri

Quando si parla di gelato viene spontaneo il riferimento alle vallate bellunesi del Cadore e dello Zoldano, dalle quali già verso la metà del 1800 prese avvio l’emigrazione dei gelatieri che hanno sviluppato l’arte di produrre il gelato e l’hanno fatta conoscere nel resto d’Italia e in tutto il mondo.

Dal 1850 alla vigilia della prima guerra mondiale, questo fenomeno migratorio ha portato i gelatieri bellunesi a spostarsi verso le regioni italiane circostanti ma soprattutto nell’Europa centrale. Poi, dalla metà del Novecento sono giunti fino al Sud America finché, dagli anni ’80 a oggi, tale attività si è potuta consolidare in Europa e nel mondo, dando luogo a situazioni particolari a livello storico e culturale. Inoltre, tutto ciò ha inciso in maniera determinante sullo sviluppo sociale ed economico di interi paesi e sulla vita dei loro abitanti, molti dei quali ancora oggi, all’inizio della primavera, lasciano le loro abitazioni per raggiungere le botteghe dislocate nelle principali città del centro Europa.

Allo stesso tempo, con il progressivo sviluppo e la diffusione dell’attività, i gelatieri bellunesi si sono industriati per rendere le fasi del lavoro sempre meno faticose e più razionali grazie ad attrezzature in linea col progresso tecnologico. Ad esempio, nel dicembre 1903, è stato proprio un cadorino, Italo Marchioni, emigrato da Peaio di Vodo di Cadore negli Stati Uniti, a brevettare uno stampo per fabbricare coni e cialde per gelati.

Si tratta di una vera e propria epopea dei gelatieri, che ha lasciato sul territorio tracce significative: storie, documenti, materiali e attrezzature, che hanno contraddistinto le vicende dei gelatieri stessi e lo sviluppo del settore della gelateria.
Tra le vicende che hanno caratterizzato l’evoluzione del settore e il collegamento con i territori di origine dei gelatieri, merita di essere ricordato il fenomeno delle “Gelaterie Venete” che iniziarono a diffondersi all’inizio del Novecento in diverse aree italiane. I gelatieri partiti dal Cadore e dalla valle di Zoldo avevano capito l’importanza di darsi un’immagine unitaria e ben identificata, che richiamasse la qualità del prodotto proposto secondo una tradizione giù conosciuta e apprezzata.

Pertanto, grazie al sistema di proposte che offrono, le nostre “Dolomiti terre dei Gelatieri” rappresentano un circuito di richiamo storico-turistico esclusivo: documenti, attrezzature d’epoca, immagini, manifestazioni, tradizioni e saperi diffusi. Queste opportunità esprimono e fanno conoscere le vicende che hanno caratterizzato la vera storia dei gelatieri, ma possono anche integrarsi con le altre peculiarità offerte dalla realtà bellunese, da quelle ambientali a quelle legate alle vicende storiche e alle altre tradizioni locali.

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Dolomiti: le Terre dei Gelatieri

Quando si parla di gelato viene spontaneo il riferimento alle vallate bellunesi del Cadore e dello Zoldano, dalle quali già verso la metà del 1800 prese avvio l’emigrazione dei gelatieri che hanno sviluppato l’arte di produrre il gelato e l’hanno fatta conoscere nel resto d’Italia e in tutto il mondo.

Dal 1850 alla vigilia della prima guerra mondiale, questo fenomeno migratorio ha portato i gelatieri bellunesi a spostarsi verso le regioni italiane circostanti ma soprattutto nell’Europa centrale. Poi, dalla metà del Novecento sono giunti fino al Sud America finché, dagli anni ’80 a oggi, tale attività si è potuta consolidare in Europa e nel mondo, dando luogo a situazioni particolari a livello storico e culturale. Inoltre, tutto ciò ha inciso in maniera determinante sullo sviluppo sociale ed economico di interi paesi e sulla vita dei loro abitanti, molti dei quali ancora oggi, all’inizio della primavera, lasciano le loro abitazioni per raggiungere le botteghe dislocate nelle principali città del centro Europa.

Allo stesso tempo, con il progressivo sviluppo e la diffusione dell’attività, i gelatieri bellunesi si sono industriati per rendere le fasi del lavoro sempre meno faticose e più razionali grazie ad attrezzature in linea col progresso tecnologico. Ad esempio, nel dicembre 1903, è stato proprio un cadorino, Italo Marchioni, emigrato da Peaio di Vodo di Cadore negli Stati Uniti, a brevettare uno stampo per fabbricare coni e cialde per gelati.

Si tratta di una vera e propria epopea dei gelatieri, che ha lasciato sul territorio tracce significative: storie, documenti, materiali e attrezzature, che hanno contraddistinto le vicende dei gelatieri stessi e lo sviluppo del settore della gelateria.
Tra le vicende che hanno caratterizzato l’evoluzione del settore e il collegamento con i territori di origine dei gelatieri, merita di essere ricordato il fenomeno delle “Gelaterie Venete” che iniziarono a diffondersi all’inizio del Novecento in diverse aree italiane. I gelatieri partiti dal Cadore e dalla valle di Zoldo avevano capito l’importanza di darsi un’immagine unitaria e ben identificata, che richiamasse la qualità del prodotto proposto secondo una tradizione giù conosciuta e apprezzata.

Pertanto, grazie al sistema di proposte che offrono, le nostre “Dolomiti terre dei Gelatieri” rappresentano un circuito di richiamo storico-turistico esclusivo: documenti, attrezzature d’epoca, immagini, manifestazioni, tradizioni e saperi diffusi. Queste opportunità esprimono e fanno conoscere le vicende che hanno caratterizzato la vera storia dei gelatieri, ma possono anche integrarsi con le altre peculiarità offerte dalla realtà bellunese, da quelle ambientali a quelle legate alle vicende storiche e alle altre tradizioni locali.