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Le montagne più belle del mondo, tra saperi e sapori

Il 26 giugno 2009 l’UNESCO ha annoverato le Dolomiti tra i beni Patrimonio dell’Umanità (www.dolomitiunesco.info), riconoscendone e valorizzandone in tal modo le peculiarità e l’unicità. Capofila del progetto, tra le cinque province coinvolte, è stata la provincia di Belluno, che accoglie il 70% dei 142.000 ettari di estensione totale delle Dolomiti.

Tale riconoscimento, che ha superato i severi requisiti previsti per accedere alla Lista del Patrimonio Mondiale, ha permesso di classificare ufficialmente le Dolomiti “fra i più bei paesaggi montani che vi siano al mondo”. Ecco dunque affermarsi l’unicità del valore geologico e morfologico delle Dolomiti, di importanza internazionale nell’ambito degli studi scientifici, e l’unicità anche del loro valore estetico e paesaggistico. La montagna bellunese è un luogo di infinita suggestione e varietà. È una natura incontaminata, a tratti selvaggia ma comunque accessibile, arricchita da infinite sfumature di colore dall’alba al tramonto e da laghi e corsi d’acqua cristallini. Le vette, conosciute in tutto il mondo, offrono molte e diverse possibilità, dalle escursioni e l’alpinismo in estate allo sci d’inverno.

Lo scrittore bellunese Dino Buzzati (www.buzzati.it), vissuto per buona parte della vita a Milano, tornava spesso nelle sue Dolomiti e si chiedeva: «Si può trovare un aggettivo esatto per definire quella tinta così diversa da tutte le altre montagne, che al sottoscritto, ogni volta che ci fa ritorno e la rivede, provoca un trasalimento interno, risollevando ricordi struggenti?». Anche un altro illustre bellunese, Tiziano Vecellio, ha ben rappresentato la civiltà dolomitica nel mondo. Nel suo paese natale, Pieve di Cadore, si trovano monumenti a lui dedicati e la sua casa natale, nonché la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore (www.tizianovecellio.it) con la preziosa Biblioteca Tizianesca.

Alla bellezza dell’ambiente, si aggiungono così storia, arte, produzioni artigianali d’eccellenza, cultura delle popolazioni di montagna, con musei etnografici, folclore e tradizioni, musiche, canti e danze delle feste popolari, il carnevale, le sagre. Emergono poi gli splendidi parchi, come il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi  e il Parco Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, e l’intera gamma di strutture ricettive attive nell’offrire accoglienza e professionalità per la valorizzazione della gastronomia tipica del territorio.

Le Dolomiti da assaporare, con itinerari creati per soddisfare il piacere della buona cucina. Tra i più rilevanti “La strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi” (www.formaggisaporidolomiti.it), riconosciuta ufficialmente dalla Regione Veneto: gli itinerari possibili sono dieci e si snodano tra malghe, caseifici, agriturismi, rifugi, negozi tipici, associazioni culturali. Ci sono 18 formaggi tradizionali di alta qualità da scoprire, ai quali si affiancano carni, frutti, cereali, vini e piatti tipici genuini e ricchi di gusto.

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Le montagne più belle del mondo, tra saperi e sapori

Il 26 giugno 2009 l’UNESCO ha annoverato le Dolomiti tra i beni Patrimonio dell’Umanità (www.dolomitiunesco.info), riconoscendone e valorizzandone in tal modo le peculiarità e l’unicità. Capofila del progetto, tra le cinque province coinvolte, è stata la provincia di Belluno, che accoglie il 70% dei 142.000 ettari di estensione totale delle Dolomiti.

Tale riconoscimento, che ha superato i severi requisiti previsti per accedere alla Lista del Patrimonio Mondiale, ha permesso di classificare ufficialmente le Dolomiti “fra i più bei paesaggi montani che vi siano al mondo”. Ecco dunque affermarsi l’unicità del valore geologico e morfologico delle Dolomiti, di importanza internazionale nell’ambito degli studi scientifici, e l’unicità anche del loro valore estetico e paesaggistico. La montagna bellunese è un luogo di infinita suggestione e varietà. È una natura incontaminata, a tratti selvaggia ma comunque accessibile, arricchita da infinite sfumature di colore dall’alba al tramonto e da laghi e corsi d’acqua cristallini. Le vette, conosciute in tutto il mondo, offrono molte e diverse possibilità, dalle escursioni e l’alpinismo in estate allo sci d’inverno.

Lo scrittore bellunese Dino Buzzati (www.buzzati.it), vissuto per buona parte della vita a Milano, tornava spesso nelle sue Dolomiti e si chiedeva: «Si può trovare un aggettivo esatto per definire quella tinta così diversa da tutte le altre montagne, che al sottoscritto, ogni volta che ci fa ritorno e la rivede, provoca un trasalimento interno, risollevando ricordi struggenti?». Anche un altro illustre bellunese, Tiziano Vecellio, ha ben rappresentato la civiltà dolomitica nel mondo. Nel suo paese natale, Pieve di Cadore, si trovano monumenti a lui dedicati e la sua casa natale, nonché la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore (www.tizianovecellio.it) con la preziosa Biblioteca Tizianesca.

Alla bellezza dell’ambiente, si aggiungono così storia, arte, produzioni artigianali d’eccellenza, cultura delle popolazioni di montagna, con musei etnografici, folclore e tradizioni, musiche, canti e danze delle feste popolari, il carnevale, le sagre. Emergono poi gli splendidi parchi, come il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi  e il Parco Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, e l’intera gamma di strutture ricettive attive nell’offrire accoglienza e professionalità per la valorizzazione della gastronomia tipica del territorio.

Le Dolomiti da assaporare, con itinerari creati per soddisfare il piacere della buona cucina. Tra i più rilevanti “La strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi” (www.formaggisaporidolomiti.it), riconosciuta ufficialmente dalla Regione Veneto: gli itinerari possibili sono dieci e si snodano tra malghe, caseifici, agriturismi, rifugi, negozi tipici, associazioni culturali. Ci sono 18 formaggi tradizionali di alta qualità da scoprire, ai quali si affiancano carni, frutti, cereali, vini e piatti tipici genuini e ricchi di gusto.