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Il carnevale

Il Carnevale è una tradizione antica che si ripete ancora oggi, prima dell'inizio della Quaresima, per dare il benvenuto alla primavera con festeggiamenti in maschera e scherzosi travestimenti. 
I costumi di un tempo erano ricavati da abiti dimessi o comunque confezionati in casa con nastri e fiori colorati e le maschere erano rigorosamente realizzate in legno da artisti autodidatti secondo una tradizione tramandata da padre a figlio.

Ogni Carnevale aveva i suoi personaggi tipici, pensiamo al Matazin del Carnevale del Comelico oppure ai Rollate di quello sappadino.
Ancora oggi in quasi tutti i paesi della provincia di Belluno è tradizione festeggiare il Carnevale con varie iniziative: fiaccolate mascherate, balli, eccetera. Alcune feste, tuttavia, si distinguono per originalità e fedeltà alla tradizione.
Tra questi da citare sicuramente il famoso Carnevale di Sappada (Vosenocht), che dura oltre tre settimane. Le tre domeniche di festa sono dedicate alle figure tradizionali dei Poveri (Pèttlar Sunntach), dei Contadini (Paurn Sunntach) e dei Signori (Hearn Sunntach), mentre il Lunedì Grasso (Vrèss Montach) è la giornata della maschera tradizionale, il Rollate, in attesa dello Schpaib Ertach, il Martedì Grasso. Caratteristico anche il Carnevale del Comelico, che culmina con la Mascherata di Santä Ploniä a Dosoledo, una colorata e allegra sfilata aperta dalle maschere del Lachè e del Matazin.

Negli ultimi anni anche Canale d’Agordo ha recuperato l’antica tradizione del Carnevale con la festa della Zinghenesta, una sfilata di maschere e personaggi caratteristici aperta dalla ragazza più bella del paese, la Zinghenesta appunto, con un abito colorato e ornato di fiori e nastri che guida il corteo fino alla piazza principale dove continuano i balli.
A Fornesighe di Forno di Zoldo, invece, La Gnaga non è solo la maschera tradizionale di una vecchia che porta nella gerla un giovane a simboleggiare l’anno vecchio che porta la primavera, ma anche un apprezzato concorso di scultura dei volti lignei dei Carnevali di montagna.  

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La Gnaga e le maschere tradizionali del carnevale Zoldano
Carnevale Sappadino il Rollate (foto M. Crivellari)

Il carnevale

Il Carnevale è una tradizione antica che si ripete ancora oggi, prima dell'inizio della Quaresima, per dare il benvenuto alla primavera con festeggiamenti in maschera e scherzosi travestimenti. 
I costumi di un tempo erano ricavati da abiti dimessi o comunque confezionati in casa con nastri e fiori colorati e le maschere erano rigorosamente realizzate in legno da artisti autodidatti secondo una tradizione tramandata da padre a figlio.

Ogni Carnevale aveva i suoi personaggi tipici, pensiamo al Matazin del Carnevale del Comelico oppure ai Rollate di quello sappadino.
Ancora oggi in quasi tutti i paesi della provincia di Belluno è tradizione festeggiare il Carnevale con varie iniziative: fiaccolate mascherate, balli, eccetera. Alcune feste, tuttavia, si distinguono per originalità e fedeltà alla tradizione.
Tra questi da citare sicuramente il famoso Carnevale di Sappada (Vosenocht), che dura oltre tre settimane. Le tre domeniche di festa sono dedicate alle figure tradizionali dei Poveri (Pèttlar Sunntach), dei Contadini (Paurn Sunntach) e dei Signori (Hearn Sunntach), mentre il Lunedì Grasso (Vrèss Montach) è la giornata della maschera tradizionale, il Rollate, in attesa dello Schpaib Ertach, il Martedì Grasso. Caratteristico anche il Carnevale del Comelico, che culmina con la Mascherata di Santä Ploniä a Dosoledo, una colorata e allegra sfilata aperta dalle maschere del Lachè e del Matazin.

Negli ultimi anni anche Canale d’Agordo ha recuperato l’antica tradizione del Carnevale con la festa della Zinghenesta, una sfilata di maschere e personaggi caratteristici aperta dalla ragazza più bella del paese, la Zinghenesta appunto, con un abito colorato e ornato di fiori e nastri che guida il corteo fino alla piazza principale dove continuano i balli.
A Fornesighe di Forno di Zoldo, invece, La Gnaga non è solo la maschera tradizionale di una vecchia che porta nella gerla un giovane a simboleggiare l’anno vecchio che porta la primavera, ma anche un apprezzato concorso di scultura dei volti lignei dei Carnevali di montagna.  

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