Questo sito utilizza i cookies: per ulteriori informazioni accedi alla pagina Privacy

   

Agordo

Cittadina dalle origini antichissime - alcuni studiosi fanno risalire le origini di un insediamento nel territorio all’epoca dei Veneti e dei Norici - Agordo è stata da sempre il centro economico e culturale di questa area della provincia, denominata appunto Agordino.

Secondo alcuni studi e una suggestiva leggenda, Agordo si sviluppò su quello che in antichità era il fondo di un grande lago, generato dallo sbarramento delle acque del Cordevole a causa di una frana in corrispondenza della gola dei Castei. Ma mentre la scienza ci dice che il naturale disgregarsi delle rocce abbia liberato nel tempo il corso del torrente, permettendo quindi alle acque di defluire a valle e alla conca di prosciugarsi, il racconto popolare lascia a San Martino e alla sua spada il merito dell’impresa.

Nei secoli in questa ampia area, circondata da alcune tra le più belle cime delle Dolomiti (l’Agner, le Pale di San Lucano, la Moiazza) si è sviluppato un interessante centro storico e turistico grazie anche alla nascita nel 1868 della prima sezione del CAI delle Alpi Orientali.

Nella storia di Agordo, fin dal secolo X strettamente legata alle sorti di Belluno, una pietra miliare viene posta nel Quattrocento, con l’annessione alla Repubblica di Venezia, che governerà la città fino alla sua caduta nel 1797. È in quest’epoca che Agordo si arricchisce dei suoi palazzi più belli, come la villa Crotta - de' Manzoni, affacciata sulla piazza principale a rappresentare una pregevole sintesi delle tipologie di palazzo e di villa veneta, la Chiesa Arcidiaconale con i suoi due caratteristici campanili e al suo interno dipinti di Palma il Giovane, i portici che chiudono il lato orientale della piazza. Interessante anche la fontana in pietra sormontata dal leone di San Marco in Piazza Libertà, che segna l’ingresso al Broi, l’ampio spazio erboso nel cuore della cittadina, sede di eventi e manifestazioni.

Tutto questo testimonia il ruolo di Agordo come importante polo economico e industriale fin dall'età moderna, allora incentrato sull'attività mineraria.

La cittadina ha infatti un lungo passato come centro fornitore di materie prime per le spade bellunesi, per l'industria e la zecca veneziane. L’attività di estrazione e lavorazione dei minerali, in particolare di argento e rame, si sviluppò già in epoca romana, ma raggiunse il suo apice agli inizi del Quattrocento e continuò ininterrotta fino al 1962. Le miniere di Valle Imperina, pochi chilometri a sud di Agordo sulla destra orografica del torrente Cordevole e in territorio comunale di Rivamonte Agordino, erano il centro più importante per l’estrazione del rame durante il dominio della Serenissima. Per facilitare il trasporto di merci e passeggeri, nel periodo di attività delle miniere, venne realizzata una linea ferroviaria a trazione elettrica, che collegava Agordo a Bribano (Sedico), stazione sulla linea ferroviaria nazionale. Inaugurata nel 1925, la ferrovia rimase in funzione fino al 1955.

L'importanza dell'attività estrattiva è rimarcata dalla presenza dell’Istituto Tecnico Industriale Minerario, nato nella seconda metà del XIX secolo e ancora molto apprezzato per la formazione di tecnici del settore ricercati a livello nazionale e internazionale. L'Istituto ospita oggi il Museo della storia mineraria “U. Follador”, con una nutrita raccolta di rocce e fossili.

Oggi è il settore dell'occhialeria a trainare l'economia locale, con la presenza del principale polo produttivo della società Luxottica. Ad essa si lega la Raccolta Ratschuler – Luxottica, museo formato dalle collezioni dell'industriale degli occhiali Leonardo Del Vecchio e dell'ottico genovese Fritz Ratschuler, dove sono esposti più di 1200 pezzi tra occhiali, cannocchiali, binocoli, microscopi e strumenti ottici, oltre a stampe, incisioni e quadri sul tema.

Socio Fondatore

DE EN

Heart Cart Newsletter Go Search

Carrello

Newsletter

Iscrizione

Per iscriverti alla newsletter inserisci il tuo indirizzo email

Cancellazione

Per cancellarti dalla newsletter inserisci il tuo indirizzo email

Accedi

Per accedere inserisci la e-mail e la password che hai utilizzato per registrarti su infodolomiti.it
Recupero o modifica password?

Prima volta su infodolomiti.it?

Inizia ora. È facile e veloce!
Agordo
Palazzo Crotta - de' Manzoni, Agordo (foto Roberto Ghedina)

Agordo

Agordo

Cittadina dalle origini antichissime - alcuni studiosi fanno risalire le origini di un insediamento nel territorio all’epoca dei Veneti e dei Norici - Agordo è stata da sempre il centro economico e culturale di questa area della provincia, denominata appunto Agordino.

Secondo alcuni studi e una suggestiva leggenda, Agordo si sviluppò su quello che in antichità era il fondo di un grande lago, generato dallo sbarramento delle acque del Cordevole a causa di una frana in corrispondenza della gola dei Castei. Ma mentre la scienza ci dice che il naturale disgregarsi delle rocce abbia liberato nel tempo il corso del torrente, permettendo quindi alle acque di defluire a valle e alla conca di prosciugarsi, il racconto popolare lascia a San Martino e alla sua spada il merito dell’impresa.

Nei secoli in questa ampia area, circondata da alcune tra le più belle cime delle Dolomiti (l’Agner, le Pale di San Lucano, la Moiazza) si è sviluppato un interessante centro storico e turistico grazie anche alla nascita nel 1868 della prima sezione del CAI delle Alpi Orientali.

Nella storia di Agordo, fin dal secolo X strettamente legata alle sorti di Belluno, una pietra miliare viene posta nel Quattrocento, con l’annessione alla Repubblica di Venezia, che governerà la città fino alla sua caduta nel 1797. È in quest’epoca che Agordo si arricchisce dei suoi palazzi più belli, come la villa Crotta - de' Manzoni, affacciata sulla piazza principale a rappresentare una pregevole sintesi delle tipologie di palazzo e di villa veneta, la Chiesa Arcidiaconale con i suoi due caratteristici campanili e al suo interno dipinti di Palma il Giovane, i portici che chiudono il lato orientale della piazza. Interessante anche la fontana in pietra sormontata dal leone di San Marco in Piazza Libertà, che segna l’ingresso al Broi, l’ampio spazio erboso nel cuore della cittadina, sede di eventi e manifestazioni.

Tutto questo testimonia il ruolo di Agordo come importante polo economico e industriale fin dall'età moderna, allora incentrato sull'attività mineraria.

La cittadina ha infatti un lungo passato come centro fornitore di materie prime per le spade bellunesi, per l'industria e la zecca veneziane. L’attività di estrazione e lavorazione dei minerali, in particolare di argento e rame, si sviluppò già in epoca romana, ma raggiunse il suo apice agli inizi del Quattrocento e continuò ininterrotta fino al 1962. Le miniere di Valle Imperina, pochi chilometri a sud di Agordo sulla destra orografica del torrente Cordevole e in territorio comunale di Rivamonte Agordino, erano il centro più importante per l’estrazione del rame durante il dominio della Serenissima. Per facilitare il trasporto di merci e passeggeri, nel periodo di attività delle miniere, venne realizzata una linea ferroviaria a trazione elettrica, che collegava Agordo a Bribano (Sedico), stazione sulla linea ferroviaria nazionale. Inaugurata nel 1925, la ferrovia rimase in funzione fino al 1955.

L'importanza dell'attività estrattiva è rimarcata dalla presenza dell’Istituto Tecnico Industriale Minerario, nato nella seconda metà del XIX secolo e ancora molto apprezzato per la formazione di tecnici del settore ricercati a livello nazionale e internazionale. L'Istituto ospita oggi il Museo della storia mineraria “U. Follador”, con una nutrita raccolta di rocce e fossili.

Oggi è il settore dell'occhialeria a trainare l'economia locale, con la presenza del principale polo produttivo della società Luxottica. Ad essa si lega la Raccolta Ratschuler – Luxottica, museo formato dalle collezioni dell'industriale degli occhiali Leonardo Del Vecchio e dell'ottico genovese Fritz Ratschuler, dove sono esposti più di 1200 pezzi tra occhiali, cannocchiali, binocoli, microscopi e strumenti ottici, oltre a stampe, incisioni e quadri sul tema.