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Cencenighe Agordino

Cencenighe Agordino è la cerniera tra più realtà e influenze. Verso sud una strettoia nella valle del Cordevole porta verso Taibon, Agordo e quindi il basso Agordino; verso nord invece è il crocevia tra le culture ladine della Val Biois e della Val Cordevole.

Cencenighe si colloca geograficamente alla confluenza dei torrenti Biois e Cordevole, facendo di questa caratteristica una vocazione come punto di incontro e scambio tra le diverse realtà.
La confluenza tra i due torrenti maggiori, e la presenza di diversi altri corsi d’acqua ha portato il territorio di Cencenighe ad essere soggetto ad alluvioni ed esondazioni, soprattutto in passato. La più grave è stata sicuramente quella del 4 novembre 1966, con la distruzione di diversi edifici e del vecchio cimitero e una vittima a causa delle frane. Negli ultimi decenni, tuttavia, sono stati numerosi gli interventi per la sistemazione degli argini e per la messa in sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico.

Con il centro storico raccolto attorno all’antica chiesa di Sant’Antonio Abate (il nucleo originario risale al XIII secolo, ma la ricostruzione che le ha dato le dimensioni e l’orientamento attuale è del 1724), Cencenighe si sviluppa sia lungo il fondovalle (altitudine media 770 m) sia con numerose frazioni sui monti circostanti su entrambi i versanti della valle. Diverse sono anche le frazioni - in particolare quelle più alte, scelte in passato per lo sfruttamento delle risorse boschive e prativo-pascolive - che attualmente non sono più abitate stabilmente, ma che hanno visto il recupero degli antichi edifici.

In passato un’attività che ha caratterizzato gli abitanti di Cencenighe è stata quella dello scalpellino, abili artigiani che lavoravano la pietra locale traendone interessanti esempi artistici e architettonici. A ricordo di queste importanti figure rimane oggi un piccolo museo all’aperto visitabile nel rinnovato piazzale del Municipio a due passi da Piazza IV Novembre.

Oltre ad essere frequentata come località turistica dagli ospiti alla ricerca della semplicità e della tranquillità, Cencenighe è anche un punto di soggiorno comodo per raggiungere le altre vallate dolomitiche grazie alla vicinanza con i comprensori sciistici Trevalli, Civetta, Arabba-Marmolada e con i maggiori passi dolomitici.

Grazie all’ampio centro culturale Nof Filò, Cencenighe è anche spesso sede di eventi di vario genere, come mostre d’arte, rappresentazioni teatrali e mercatini. 

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Il Municipio di Cencenighe
Cencenighe Agordino
Il museo degli scalpellini

Cencenighe Agordino

Cencenighe Agordino

Cencenighe Agordino è la cerniera tra più realtà e influenze. Verso sud una strettoia nella valle del Cordevole porta verso Taibon, Agordo e quindi il basso Agordino; verso nord invece è il crocevia tra le culture ladine della Val Biois e della Val Cordevole.

Cencenighe si colloca geograficamente alla confluenza dei torrenti Biois e Cordevole, facendo di questa caratteristica una vocazione come punto di incontro e scambio tra le diverse realtà.
La confluenza tra i due torrenti maggiori, e la presenza di diversi altri corsi d’acqua ha portato il territorio di Cencenighe ad essere soggetto ad alluvioni ed esondazioni, soprattutto in passato. La più grave è stata sicuramente quella del 4 novembre 1966, con la distruzione di diversi edifici e del vecchio cimitero e una vittima a causa delle frane. Negli ultimi decenni, tuttavia, sono stati numerosi gli interventi per la sistemazione degli argini e per la messa in sicurezza del territorio dal punto di vista idrogeologico.

Con il centro storico raccolto attorno all’antica chiesa di Sant’Antonio Abate (il nucleo originario risale al XIII secolo, ma la ricostruzione che le ha dato le dimensioni e l’orientamento attuale è del 1724), Cencenighe si sviluppa sia lungo il fondovalle (altitudine media 770 m) sia con numerose frazioni sui monti circostanti su entrambi i versanti della valle. Diverse sono anche le frazioni - in particolare quelle più alte, scelte in passato per lo sfruttamento delle risorse boschive e prativo-pascolive - che attualmente non sono più abitate stabilmente, ma che hanno visto il recupero degli antichi edifici.

In passato un’attività che ha caratterizzato gli abitanti di Cencenighe è stata quella dello scalpellino, abili artigiani che lavoravano la pietra locale traendone interessanti esempi artistici e architettonici. A ricordo di queste importanti figure rimane oggi un piccolo museo all’aperto visitabile nel rinnovato piazzale del Municipio a due passi da Piazza IV Novembre.

Oltre ad essere frequentata come località turistica dagli ospiti alla ricerca della semplicità e della tranquillità, Cencenighe è anche un punto di soggiorno comodo per raggiungere le altre vallate dolomitiche grazie alla vicinanza con i comprensori sciistici Trevalli, Civetta, Arabba-Marmolada e con i maggiori passi dolomitici.

Grazie all’ampio centro culturale Nof Filò, Cencenighe è anche spesso sede di eventi di vario genere, come mostre d’arte, rappresentazioni teatrali e mercatini. 





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