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Comelico Superiore

Nella parte più settentrionale della provincia di Belluno, al confine con la provincia autonoma di Bolzano e con l’Austria, si trova il Comune di Comelico Superiore (1210 m).
Il suo confine, confermato con il trattato internazionale di Rovereto nel 1752, comprende quattro principali frazioni: Candide, Casamazzagno, Dosoledo e Padola, e alcuni borghi periferici tra i quali Sacco, Sega Digon e Sopalù.

Candide, il borgo più antico, ospita attualmente la sede comunale. Distrutto più volte a causa di alcune battaglie, combattute con popolazioni della Pusteria, e di gravi incendi, venne ricostruito mantenendo la meravigliosa posizione in cui si trova. Ospita alcune opere architettoniche ed artistiche di rilievo: Palazzo Gera, antica residenza dell’omonima famiglia, la Chiesa di Santa Maria Assunta di origini antichissime e la Chiesetta di S. Antonio Abate, la più antica del Comelico, edificata su progetto del maestro Nicolò Ruopel, detto anche “il murador de Carnia”.

Casamazzagno, anch’esso colpito in passato da incendi e distruzioni, si presenta ora come un tranquillo villaggio ove è conservata la tradizione del posto. Interessante la Chiesa principale, risalente al 1800, che custodisce alcune opere di Ghedina e Tomaso da Rin, e la suggestiva chiesetta di S. Leonardo di origine gotica. Altra attrattiva è sicuramente il Museo Etnografico “La Stua”, che mostra gli usi e costumi della popolazione locale.

A Dosoledo, frazione situata a nord di Candide, meritano una visita la Chiesa di S. Rocco e il piccolo museo “La Fudìna”, che custodisce gli attrezzi e i macchinari utilizzati dalla famiglia De Martin Fabbro, storici artigiani di forni e stufe, e lo spazio culturale multimediale Algudnei (qualcosa di noi) presso il palazzo della Regola che illustra alcuni aspetti della cultura comeliana: le Regole, il Carnevale, il Rifabbrico.

Ultimo, ma non per questo meno importante, il borgo di Padola, che si erge in una posizione rialzata sopra la vallata. Distrutto da incendi, venne ricostruito secondo un progetto dell’architetto Segusini, disponendo le case a Croce di Sant’Andrea convergenti verso la piazza, ove si trova la Chiesa di S. Luca Evangelista. Poco distante vi è il Museo della Cultura Alpina del Comelico e Sappada, una dimostrazione degli ambienti di vita di un tempo, degli usi e costumi e dei luoghi di lavoro, ove è possibile anche ammirare sullo sfondo un grande affresco del pittore Vico Calabrò. A valle del paese, sovrastante il fiume Padola, un’antica diga, utilizzata in passato per la raccolta dei tronchi e la fluitazione verso la laguna di Venezia, documenta un periodo storico importante per il Cadore.

Comelico Superiore è un interessante fulcro turistico in estate e in inverno, zona rilevante dal punto di vista naturalistico, paesaggistico e culturale: una miscela di tradizione e natura che ha sapientemente saputo valorizzare nel tempo.
Offre molteplici opportunità di svago all’aperto, come trekking, MTB, vie ferrate, palestre di roccia, ma anche piacevoli passeggiate adatte anche ai più piccoli tra i tipici tabià e i laghetti di montagna. Località conosciuta per le proprietà benefiche delle sue acque termali è Valgrande, situata a 1300 m di altitudine in una conca ai piedi del Monte Popera, mentre interessante è una visita anche alle sorgenti di acqua ferruginosa che sgorgano tra la vegetazione di Padola.
Nella stagione invernale è una località frequentata dagli amanti dello sci: Padola è infatti la stazione sciistica principale del Comelico, parte del vasto comprensorio di Sextner - Dolomiten che collega innumerevoli piste di discesa oltre i 2000 m.
 

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Comelico Superiore
Camminata tra le montagne del Comelico
Comelico Superiore innevata
Comelico Superiore

Comelico Superiore

Comelico Superiore innevata

Nella parte più settentrionale della provincia di Belluno, al confine con la provincia autonoma di Bolzano e con l’Austria, si trova il Comune di Comelico Superiore (1210 m).
Il suo confine, confermato con il trattato internazionale di Rovereto nel 1752, comprende quattro principali frazioni: Candide, Casamazzagno, Dosoledo e Padola, e alcuni borghi periferici tra i quali Sacco, Sega Digon e Sopalù.

Candide, il borgo più antico, ospita attualmente la sede comunale. Distrutto più volte a causa di alcune battaglie, combattute con popolazioni della Pusteria, e di gravi incendi, venne ricostruito mantenendo la meravigliosa posizione in cui si trova. Ospita alcune opere architettoniche ed artistiche di rilievo: Palazzo Gera, antica residenza dell’omonima famiglia, la Chiesa di Santa Maria Assunta di origini antichissime e la Chiesetta di S. Antonio Abate, la più antica del Comelico, edificata su progetto del maestro Nicolò Ruopel, detto anche “il murador de Carnia”.

Casamazzagno, anch’esso colpito in passato da incendi e distruzioni, si presenta ora come un tranquillo villaggio ove è conservata la tradizione del posto. Interessante la Chiesa principale, risalente al 1800, che custodisce alcune opere di Ghedina e Tomaso da Rin, e la suggestiva chiesetta di S. Leonardo di origine gotica. Altra attrattiva è sicuramente il Museo Etnografico “La Stua”, che mostra gli usi e costumi della popolazione locale.

A Dosoledo, frazione situata a nord di Candide, meritano una visita la Chiesa di S. Rocco e il piccolo museo “La Fudìna”, che custodisce gli attrezzi e i macchinari utilizzati dalla famiglia De Martin Fabbro, storici artigiani di forni e stufe, e lo spazio culturale multimediale Algudnei (qualcosa di noi) presso il palazzo della Regola che illustra alcuni aspetti della cultura comeliana: le Regole, il Carnevale, il Rifabbrico.

Ultimo, ma non per questo meno importante, il borgo di Padola, che si erge in una posizione rialzata sopra la vallata. Distrutto da incendi, venne ricostruito secondo un progetto dell’architetto Segusini, disponendo le case a Croce di Sant’Andrea convergenti verso la piazza, ove si trova la Chiesa di S. Luca Evangelista. Poco distante vi è il Museo della Cultura Alpina del Comelico e Sappada, una dimostrazione degli ambienti di vita di un tempo, degli usi e costumi e dei luoghi di lavoro, ove è possibile anche ammirare sullo sfondo un grande affresco del pittore Vico Calabrò. A valle del paese, sovrastante il fiume Padola, un’antica diga, utilizzata in passato per la raccolta dei tronchi e la fluitazione verso la laguna di Venezia, documenta un periodo storico importante per il Cadore.

Comelico Superiore è un interessante fulcro turistico in estate e in inverno, zona rilevante dal punto di vista naturalistico, paesaggistico e culturale: una miscela di tradizione e natura che ha sapientemente saputo valorizzare nel tempo.
Offre molteplici opportunità di svago all’aperto, come trekking, MTB, vie ferrate, palestre di roccia, ma anche piacevoli passeggiate adatte anche ai più piccoli tra i tipici tabià e i laghetti di montagna. Località conosciuta per le proprietà benefiche delle sue acque termali è Valgrande, situata a 1300 m di altitudine in una conca ai piedi del Monte Popera, mentre interessante è una visita anche alle sorgenti di acqua ferruginosa che sgorgano tra la vegetazione di Padola.
Nella stagione invernale è una località frequentata dagli amanti dello sci: Padola è infatti la stazione sciistica principale del Comelico, parte del vasto comprensorio di Sextner - Dolomiten che collega innumerevoli piste di discesa oltre i 2000 m.
 





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