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Forno di Zoldo

Forno di Zoldo (848 m) è un territorio ricco di arte e storia, situato nei pressi del canale sul torrente Maè, lungo la strada che da Longarone conduce a Zoldo Alto.
Il territorio comunale è costituito da numerose borgate come ad esempio Pralongo, Sottlerive, Dont (con la chiesa di S.Caterina) e Villa. Di straordinaria bellezza è la frazione di Fornesighe, quasi interamente realizzata in legno con scale esterne e ballatoi, con la chiesa di San Vito.

Di interesse artistico alcune architetture religiose, tra cui la Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate a Forno di Zoldo ove sono conservati alcuni affreschi quattrocenteschi, la chiesa dell'Addolorata in località Madonna a Pieve,  e la Chiesa Pievanale di S. Floriano, risalente al XI secolo che ospita dipinti di Francesco Frigimelica il Vecchio, di Marco Vecellio e alcuni capolavori lignei di Andrea Brustolon, Paolo Gamba Zampol e Valentino Panciera Besarèl.

La sua denominazione riconduce chiaramente all’attività mineraria e alla presenza dei forni per la fusione del ferro su cui un tempo si fondava l’economia del territorio. Il Museo del Chiodo, all’interno del Palazzo del Capitano, è dedicato proprio all’antica attività metallurgica legata alla presenza delle miniere in particolare della Val Inferna e del borgo di Arsiera.

Il territorio di Forno di Zoldo, compreso nell’area del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, offre un ricco patrimonio naturalistico. In particolare la Val Pramper, incastonata tra lo Spiz di Mezzodì e il Moschesin, costituisce una perla ambientale di rara bellezza, delimitata da ripidi declivi e adagiata sul letto del torrente Prampera, alterna aree boschive e piccoli pianori come ad esempio Pian Pauli o il Prà della Vedova. La suggestiva vallata è altresì attraversata dall’Alta Via delle Dolomiti n.1 che collega il Lago di Braies a Belluno passando per le Cime Prampèr, il Moschesin, il Mezzodì e la Gardesana. La zona permette anche di intraprendere passeggiate meno impegnative in luoghi altrettanto affascinanti come ad esempio il Bosconero, Rocchetta Alta, le Rocchette della Serra e il bel laghetto delle streghe.
Località a vocazione turistica presenta attrazioni e servizi adatti ad ogni target, ed è famosa meta di produzione del gelato artigianale. Forno di Zoldo, con Cibiana e Zoppè di Cadore, aderisce al circuito dei Bergsteigerdörfer i Villaggi degli alpinisti senza frontiere. 

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Dei vecchi scarponi esposti al Museo del Ferro e del Chiodo a Forno di Zoldo (foto T. Martini
Zoldo Alto
Chiesa di S.Floriano a Forno di Zoldo
Museo del Ferro e del Chiodo a Forno di Zoldo (foto T. Martini

Forno di Zoldo

Forno di Zoldo

Forno di Zoldo (848 m) è un territorio ricco di arte e storia, situato nei pressi del canale sul torrente Maè, lungo la strada che da Longarone conduce a Zoldo Alto.
Il territorio comunale è costituito da numerose borgate come ad esempio Pralongo, Sottlerive, Dont (con la chiesa di S.Caterina) e Villa. Di straordinaria bellezza è la frazione di Fornesighe, quasi interamente realizzata in legno con scale esterne e ballatoi, con la chiesa di San Vito.

Di interesse artistico alcune architetture religiose, tra cui la Chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate a Forno di Zoldo ove sono conservati alcuni affreschi quattrocenteschi, la chiesa dell'Addolorata in località Madonna a Pieve,  e la Chiesa Pievanale di S. Floriano, risalente al XI secolo che ospita dipinti di Francesco Frigimelica il Vecchio, di Marco Vecellio e alcuni capolavori lignei di Andrea Brustolon, Paolo Gamba Zampol e Valentino Panciera Besarèl.

La sua denominazione riconduce chiaramente all’attività mineraria e alla presenza dei forni per la fusione del ferro su cui un tempo si fondava l’economia del territorio. Il Museo del Chiodo, all’interno del Palazzo del Capitano, è dedicato proprio all’antica attività metallurgica legata alla presenza delle miniere in particolare della Val Inferna e del borgo di Arsiera.

Il territorio di Forno di Zoldo, compreso nell’area del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, offre un ricco patrimonio naturalistico. In particolare la Val Pramper, incastonata tra lo Spiz di Mezzodì e il Moschesin, costituisce una perla ambientale di rara bellezza, delimitata da ripidi declivi e adagiata sul letto del torrente Prampera, alterna aree boschive e piccoli pianori come ad esempio Pian Pauli o il Prà della Vedova. La suggestiva vallata è altresì attraversata dall’Alta Via delle Dolomiti n.1 che collega il Lago di Braies a Belluno passando per le Cime Prampèr, il Moschesin, il Mezzodì e la Gardesana. La zona permette anche di intraprendere passeggiate meno impegnative in luoghi altrettanto affascinanti come ad esempio il Bosconero, Rocchetta Alta, le Rocchette della Serra e il bel laghetto delle streghe.
Località a vocazione turistica presenta attrazioni e servizi adatti ad ogni target, ed è famosa meta di produzione del gelato artigianale. Forno di Zoldo, con Cibiana e Zoppè di Cadore, aderisce al circuito dei Bergsteigerdörfer i Villaggi degli alpinisti senza frontiere. 





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