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Gosaldo

Leggermente discosto dagli altri centri della vallata agordina, il comune di Gosaldo - comune formato da innumerevoli frazioni di cui il capoluogo è Don - è incastonato in un panorama di rara bellezza ai piedi della Croda Granda e delle Pale di San Martino, mentre in lontananza si scorgono le Dolomiti Bellunesi e le Vette Feltrine.

Gosaldo è la cerniera tra l’Agordino, il Primiero e il Vanoi in territorio trentino - a cui si accede attraverso il Passo Cereda - e la Valbelluna, attraverso la selvaggia e suggestiva Valle del Mis, che seguendo il corso del torrente raggiunge l’omonimo lago e quindi Sospirolo e i paesi della parte bassa della provincia.

Diversi sono gli esempi architettonici degni di interesse sparsi tra le borgate del comune, soprattutto per quanto riguarda l’arte sacra. Due le chiese parrocchiali, quella della Beata Vergine Addolorata (XIX secolo), che sorge di fronte alla vecchia parrocchiale dedicata a San Giacomo (inizio XVII secolo), e quella di San Bartolomeo Apostolo a Tiser (sorta probabilmente nel XIV secolo e ricostruita sul finire del XVII secolo), ma da visitare è anche la chiesetta della Madonna della Neve a Forcella Aurine. Questa località ha vissuto negli ultimi decenni un buon successo negli sport invernali con impianti di risalita e tracciati adatti anche alle famiglie; un comprensorio sciistico che anche oggi propone una buona offerta sciistica, sebbene un po’ isolato rispetto alle più grandi ski aree delle Dolomiti.
Frequentato anche in estate dagli appassionati di escursioni e di alpinismo, oltre che da chi cerca una sistemazione tranquilla lontano dal caos delle città, Gosaldo ha una buona ricettività, mentre la maggior parte delle attività produttive si concentra nel fondovalle.

In passato la vita del paese era legata principalmente alle attività silvo-pastorali e a quelle estrattive, nelle miniere di mercurio di Vallalta; un’altra attività tradizionale dei gosaldini è stata quella della produzione di sedie. Dalla fine dell’Ottocento al secondo dopoguerra, furono numerosissimi i seggiolai seminomadi che lasciavano stagionalmente Gosaldo per prestare la propria attività in tutte le città e i centri del Nord Italia.

Tragicamente importante nella storia del comune è stata l’alluvione del 4 novembre 1966, che ha investito tutto l’Agordino colpendo in particolare proprio Gosaldo. Intere frazioni vennero spazzate via, tra cui California lungo la valle del Mis; le strade di collegamento al capoluogo e alle frazioni vennero chiuse e alcune, come la strada della Valle del Mis appunto, riaperte solo dopo decenni. Questo, e l’isolamento dell’abitato rispetto agli altri centri della vallata agordina, provocò un progressivo spopolamento di Gosaldo, preservando allo stesso tempo la naturalità dell’ambiente circostante, tanto che il territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi si estende in parte anche in questo comune. 

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Gosaldo

Leggermente discosto dagli altri centri della vallata agordina, il comune di Gosaldo - comune formato da innumerevoli frazioni di cui il capoluogo è Don - è incastonato in un panorama di rara bellezza ai piedi della Croda Granda e delle Pale di San Martino, mentre in lontananza si scorgono le Dolomiti Bellunesi e le Vette Feltrine.

Gosaldo è la cerniera tra l’Agordino, il Primiero e il Vanoi in territorio trentino - a cui si accede attraverso il Passo Cereda - e la Valbelluna, attraverso la selvaggia e suggestiva Valle del Mis, che seguendo il corso del torrente raggiunge l’omonimo lago e quindi Sospirolo e i paesi della parte bassa della provincia.

Diversi sono gli esempi architettonici degni di interesse sparsi tra le borgate del comune, soprattutto per quanto riguarda l’arte sacra. Due le chiese parrocchiali, quella della Beata Vergine Addolorata (XIX secolo), che sorge di fronte alla vecchia parrocchiale dedicata a San Giacomo (inizio XVII secolo), e quella di San Bartolomeo Apostolo a Tiser (sorta probabilmente nel XIV secolo e ricostruita sul finire del XVII secolo), ma da visitare è anche la chiesetta della Madonna della Neve a Forcella Aurine. Questa località ha vissuto negli ultimi decenni un buon successo negli sport invernali con impianti di risalita e tracciati adatti anche alle famiglie; un comprensorio sciistico che anche oggi propone una buona offerta sciistica, sebbene un po’ isolato rispetto alle più grandi ski aree delle Dolomiti.
Frequentato anche in estate dagli appassionati di escursioni e di alpinismo, oltre che da chi cerca una sistemazione tranquilla lontano dal caos delle città, Gosaldo ha una buona ricettività, mentre la maggior parte delle attività produttive si concentra nel fondovalle.

In passato la vita del paese era legata principalmente alle attività silvo-pastorali e a quelle estrattive, nelle miniere di mercurio di Vallalta; un’altra attività tradizionale dei gosaldini è stata quella della produzione di sedie. Dalla fine dell’Ottocento al secondo dopoguerra, furono numerosissimi i seggiolai seminomadi che lasciavano stagionalmente Gosaldo per prestare la propria attività in tutte le città e i centri del Nord Italia.

Tragicamente importante nella storia del comune è stata l’alluvione del 4 novembre 1966, che ha investito tutto l’Agordino colpendo in particolare proprio Gosaldo. Intere frazioni vennero spazzate via, tra cui California lungo la valle del Mis; le strade di collegamento al capoluogo e alle frazioni vennero chiuse e alcune, come la strada della Valle del Mis appunto, riaperte solo dopo decenni. Questo, e l’isolamento dell’abitato rispetto agli altri centri della vallata agordina, provocò un progressivo spopolamento di Gosaldo, preservando allo stesso tempo la naturalità dell’ambiente circostante, tanto che il territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi si estende in parte anche in questo comune. 





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