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Rocca Pietore

Rocca Pietore è un comune dell’Alto Agordino con numerose frazioni e un territorio molto ampio, che dalle rive del lago di Alleghe arriva fino agli oltre 3.000 metri della Marmolada.

Il territorio di Rocca Pietore si estende sulla destra orografica del torrente Cordevole, dalla località Masarè sul lago di Alleghe, fino alla frazione di Saviner di Laste, quando si inoltra, invece, lungo la valle del torrente Pettorina. Appaiono discoste rispetto al centro principale del comune le frazioni di Laste, Sopracordevole e Digonera con i relativi abitati sparsi.

Il nome Rocca Pietore, in ladino La Ròcia, sembra derivare da un’antica torre fortificata, una rocca appunto, che sorgeva sul colle dove oggi si trova il centro della frazione principale.
La storia di Rocca Pietore ha sempre avuto una forte connotazione di autonomia della comunità, che per un periodo è stata anche sotto il dominio tirolese e della Repubblica di Venezia. Un territorio questo che è sempre stato di confine tra le influenze di area germanica - il principato vescovile di Bressanone prima, l’Impero Austroungarico poi - e quelle venete.

Molti gli edifici religiosi degni di nota, tra cui merita una menzione sicuramente il Santuario di Santa Maria delle Grazie, nell’omonima località sulla destra del Cordevole a metà strada tra Alleghe e Caprile. Già verso la fine del Seicento venne eretta in questa località una chiesetta dedicata alla Vergine in adempimento a un voto; vista la forte devozione popolare, nel dopoguerra le venne costruito accanto un nuovo e più ampio santuario retto dai frati francescani e che ospita, tra le altre, opere di Augusto Murer. Altre chiese che meritano una visita sono la parrocchiale di Rocca Pietore dedicata a Santa Maria Maddalena, la chiesetta di San Rocco a Sottoguda e quella di San Gottardo a Laste (i tre edifici hanno tutti origini che risalgono al XV secolo). Piccole ma uniche per la loro posizione, la chiesetta di Sant’Antonio da Padova nella gola dei Serrai e la cappella dedicata alla Madonna delle Dolomiti ricavata tra le rocce di Punta Rocca e visitata anche da Papa Giovanni Paolo II in occasione del suo soggiorno in Cadore nel 1979.

I Serrai e la Marmolada sono i due più importanti capolavori naturali di Rocca Pietore. I primi sono una gola lunga circa 2 chilometri che collega l’abitato di Sottoguda con Malga Ciapela; uno stretto canyon scavato dallo scorrere del torrente Pettorina tra due imponenti pareti di roccia. Mentre un tempo questa era l’unica strada che collegava il Bellunese con il Passo Fedaia, i Serrai sono ora un’area pedonale ideale per suggestive passeggiate. In inverno, quando sono innevati, diventano anche un’originale pista da sci unica nel suo genere; le pareti di roccia, bagnate da piccoli salti d’acqua, inoltre, danno vita a imponenti cascate di ghiaccio, frequentate dagli appassionati di ice climbing italiani e stranieri.

La Marmolada è la Regina delle Dolomiti, di cui è il massiccio più alto raggiungendo i 3.343 m di quota con Punta Penia. Al confine tra Veneto e Trentino, la Marmolada è parte integrante della storia e della vita quotidiana di Rocca Pietore. Frequentata in estate e in inverno per escursioni (qui passa l'Alta Via n. 2), arrampicate e discese con gli sci, la Marmolada è raggiungibile anche grazie ad una moderna funivia che in tre tronconi porta fino a Punta Rocca (3.265 m s.l.m). La ski area della Marmolada, collegata alle piste del Padon e quindi a quelle di Porta Vescovo e di Arabba è inserita nel carosello Dolomiti Superski.
Oltre ad essere un’importantissima attrazione turistica, grazie anche al suo ghiacciaio che anche se in progressivo ritiro è comunque il più ampio delle Dolomiti, la Marmolada riveste una fondamentale importanza a livello storico per quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale. Sembra in effetti impossibile guardando ora queste rocce e queste altezze, ma per oltre due anni (maggio 1915-novembre 1917) queste vette furono teatro di scontri tra gli eserciti italiano e austro-ungarico. Sono ancora ben visibili le postazioni, le gallerie e camminamenti realizzati dai soldati, mentre sotto il ghiacciaio l’esercito austro-ungarico scavò una vera e propria “Città di Ghiaccio” per permettere ai propri soldati di vivere in questo ambiente avverso. Presso la stazione della funivia di Punta Serauta, inoltre, è stato realizzato un bel museo dedicato alla Grande Guerra in Marmolada, il più alto d’Europa.

Oggi Rocca Pietore vive per lo più di turismo, con un’ottima ricettività. In passato la sua era un’economia per lo più di tipo silvo-pastorale - sono ancora numerosi i fienili che si possono vedere lungo la salita di Passo Fedaia a testimonianza della diffusione dello sfalcio - ma tipica soprattutto della frazione di Sottoguda era ed è tuttora la lavorazione del ferro battuto, con diverse botteghe artigianali in cui arte e artigianato si fondono per risultati d’eccellenza.

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Una passeggiata nel bianco
Dal ghiacciaio della Marmolada
Rocca Pietore
La funivia della Marmolada che si perde nella nebbia
La marmolada (foto S. Da Rin)
All'arrivo della funivia della Marmolada
I Serrai di Sotto Guda
Una risalita in elicottero

Rocca Pietore

Rocca Pietore

Rocca Pietore è un comune dell’Alto Agordino con numerose frazioni e un territorio molto ampio, che dalle rive del lago di Alleghe arriva fino agli oltre 3.000 metri della Marmolada.

Il territorio di Rocca Pietore si estende sulla destra orografica del torrente Cordevole, dalla località Masarè sul lago di Alleghe, fino alla frazione di Saviner di Laste, quando si inoltra, invece, lungo la valle del torrente Pettorina. Appaiono discoste rispetto al centro principale del comune le frazioni di Laste, Sopracordevole e Digonera con i relativi abitati sparsi.

Il nome Rocca Pietore, in ladino La Ròcia, sembra derivare da un’antica torre fortificata, una rocca appunto, che sorgeva sul colle dove oggi si trova il centro della frazione principale.
La storia di Rocca Pietore ha sempre avuto una forte connotazione di autonomia della comunità, che per un periodo è stata anche sotto il dominio tirolese e della Repubblica di Venezia. Un territorio questo che è sempre stato di confine tra le influenze di area germanica - il principato vescovile di Bressanone prima, l’Impero Austroungarico poi - e quelle venete.

Molti gli edifici religiosi degni di nota, tra cui merita una menzione sicuramente il Santuario di Santa Maria delle Grazie, nell’omonima località sulla destra del Cordevole a metà strada tra Alleghe e Caprile. Già verso la fine del Seicento venne eretta in questa località una chiesetta dedicata alla Vergine in adempimento a un voto; vista la forte devozione popolare, nel dopoguerra le venne costruito accanto un nuovo e più ampio santuario retto dai frati francescani e che ospita, tra le altre, opere di Augusto Murer. Altre chiese che meritano una visita sono la parrocchiale di Rocca Pietore dedicata a Santa Maria Maddalena, la chiesetta di San Rocco a Sottoguda e quella di San Gottardo a Laste (i tre edifici hanno tutti origini che risalgono al XV secolo). Piccole ma uniche per la loro posizione, la chiesetta di Sant’Antonio da Padova nella gola dei Serrai e la cappella dedicata alla Madonna delle Dolomiti ricavata tra le rocce di Punta Rocca e visitata anche da Papa Giovanni Paolo II in occasione del suo soggiorno in Cadore nel 1979.

I Serrai e la Marmolada sono i due più importanti capolavori naturali di Rocca Pietore. I primi sono una gola lunga circa 2 chilometri che collega l’abitato di Sottoguda con Malga Ciapela; uno stretto canyon scavato dallo scorrere del torrente Pettorina tra due imponenti pareti di roccia. Mentre un tempo questa era l’unica strada che collegava il Bellunese con il Passo Fedaia, i Serrai sono ora un’area pedonale ideale per suggestive passeggiate. In inverno, quando sono innevati, diventano anche un’originale pista da sci unica nel suo genere; le pareti di roccia, bagnate da piccoli salti d’acqua, inoltre, danno vita a imponenti cascate di ghiaccio, frequentate dagli appassionati di ice climbing italiani e stranieri.

La Marmolada è la Regina delle Dolomiti, di cui è il massiccio più alto raggiungendo i 3.343 m di quota con Punta Penia. Al confine tra Veneto e Trentino, la Marmolada è parte integrante della storia e della vita quotidiana di Rocca Pietore. Frequentata in estate e in inverno per escursioni (qui passa l'Alta Via n. 2), arrampicate e discese con gli sci, la Marmolada è raggiungibile anche grazie ad una moderna funivia che in tre tronconi porta fino a Punta Rocca (3.265 m s.l.m). La ski area della Marmolada, collegata alle piste del Padon e quindi a quelle di Porta Vescovo e di Arabba è inserita nel carosello Dolomiti Superski.
Oltre ad essere un’importantissima attrazione turistica, grazie anche al suo ghiacciaio che anche se in progressivo ritiro è comunque il più ampio delle Dolomiti, la Marmolada riveste una fondamentale importanza a livello storico per quanto riguarda la Prima Guerra Mondiale. Sembra in effetti impossibile guardando ora queste rocce e queste altezze, ma per oltre due anni (maggio 1915-novembre 1917) queste vette furono teatro di scontri tra gli eserciti italiano e austro-ungarico. Sono ancora ben visibili le postazioni, le gallerie e camminamenti realizzati dai soldati, mentre sotto il ghiacciaio l’esercito austro-ungarico scavò una vera e propria “Città di Ghiaccio” per permettere ai propri soldati di vivere in questo ambiente avverso. Presso la stazione della funivia di Punta Serauta, inoltre, è stato realizzato un bel museo dedicato alla Grande Guerra in Marmolada, il più alto d’Europa.

Oggi Rocca Pietore vive per lo più di turismo, con un’ottima ricettività. In passato la sua era un’economia per lo più di tipo silvo-pastorale - sono ancora numerosi i fienili che si possono vedere lungo la salita di Passo Fedaia a testimonianza della diffusione dello sfalcio - ma tipica soprattutto della frazione di Sottoguda era ed è tuttora la lavorazione del ferro battuto, con diverse botteghe artigianali in cui arte e artigianato si fondono per risultati d’eccellenza.





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