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San Vito di Cadore

Al confine con il territorio Ampezzano e circondato dalle cime del Monte Pelmo, del Monte Antelao e del gruppo montuoso del Sorapiss, sorge San Vito di Cadore (1011 m), nota località turistica che apre le porte alla vicina Regina delle Dolomiti.
La sua posizione, confinante con Cortina d’Ampezzo, costituiva il limite del territorio italiano, quando l’Ampezzano si trovava sotto il dominio austriaco di Massimiliano.
Territorio a vocazione turistica, già dalla metà dell’Ottocento ospitava le prime strutture ricettive ed è tuttora un’importante località al centro del turismo dolomitico.

Ospita un discreto patrimonio architettonico, come la Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenza, di origini antichissime poiché fondata nel 1208, che conserva alcune opere di Francesco Vecellio (fratello del più famoso Tiziano), e la Chiesetta della Madonna della Difesa. Interessante dal punto di vista culturale è il Museo Etnografico, che custodisce alcune testimonianze della cultura, degli usi e costumi del popolo e in particolare del mondo dell’artigianato e dell’agricoltura. L’artigianato a San Vito di Cadore si sviluppò soprattutto con la lavorazione del legno, numerose infatti le segherie e i laboratori dislocati per il paese, e più tardi con l’occhialeria.

San Vito è località ideale in qualsiasi stagione: in inverno chilometri di piste di discesa e di fondo soddisfano anche il più esigente sciatore, mentre per i più piccoli è stato creato un divertente snow park. L’estate consente invece di esplorare le numerose bellezze naturali che caratterizzano l’area circostante: escursioni, passeggiate e vie ferrate si snodano tra l’Antelao, il Sorapiss, il Pelmo… Con una piacevole passeggiata di minore difficoltà è possibile raggiungere il grazioso Lago di Mosigo, perla naturale di rara bellezza, attorno al quale si sviluppano percorsi di nordic walking, perfetto per una sosta all’aria aperta nell’attrezzata area pic nic.
San Vito soddisfa anche gli amanti delle due ruote, essendo punto di passaggio della Lunga Via delle Dolomiti, la ciclabile che attraversa il territorio dolomitico collegando Lienz e Calalzo di Cadore attraverso il tracciato dell’antica ferrovia.

San Vito di Cadore è anche un luogo rilevante dal punto di vista storico – archeologico. È proprio qui, in località Mondeval (2200 m), che è stato ritrovato lo scheletro di una cacciatore preistorico vissuto 7000 anni fa, “l’uomo di Mondeval” appunto, attualmente conservato nel Museo di Selva di Cadore. Il luogo del ritrovamento è raggiungibile con un’escursione dal Passo Giau.
 

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Il lago del Centro Cadore
Mountain bike al passo Giau (foto AG.Obiettivo)
San Vito di Cadore

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Il lago del Centro Cadore

Al confine con il territorio Ampezzano e circondato dalle cime del Monte Pelmo, del Monte Antelao e del gruppo montuoso del Sorapiss, sorge San Vito di Cadore (1011 m), nota località turistica che apre le porte alla vicina Regina delle Dolomiti.
La sua posizione, confinante con Cortina d’Ampezzo, costituiva il limite del territorio italiano, quando l’Ampezzano si trovava sotto il dominio austriaco di Massimiliano.
Territorio a vocazione turistica, già dalla metà dell’Ottocento ospitava le prime strutture ricettive ed è tuttora un’importante località al centro del turismo dolomitico.

Ospita un discreto patrimonio architettonico, come la Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Vito, Modesto e Crescenza, di origini antichissime poiché fondata nel 1208, che conserva alcune opere di Francesco Vecellio (fratello del più famoso Tiziano), e la Chiesetta della Madonna della Difesa. Interessante dal punto di vista culturale è il Museo Etnografico, che custodisce alcune testimonianze della cultura, degli usi e costumi del popolo e in particolare del mondo dell’artigianato e dell’agricoltura. L’artigianato a San Vito di Cadore si sviluppò soprattutto con la lavorazione del legno, numerose infatti le segherie e i laboratori dislocati per il paese, e più tardi con l’occhialeria.

San Vito è località ideale in qualsiasi stagione: in inverno chilometri di piste di discesa e di fondo soddisfano anche il più esigente sciatore, mentre per i più piccoli è stato creato un divertente snow park. L’estate consente invece di esplorare le numerose bellezze naturali che caratterizzano l’area circostante: escursioni, passeggiate e vie ferrate si snodano tra l’Antelao, il Sorapiss, il Pelmo… Con una piacevole passeggiata di minore difficoltà è possibile raggiungere il grazioso Lago di Mosigo, perla naturale di rara bellezza, attorno al quale si sviluppano percorsi di nordic walking, perfetto per una sosta all’aria aperta nell’attrezzata area pic nic.
San Vito soddisfa anche gli amanti delle due ruote, essendo punto di passaggio della Lunga Via delle Dolomiti, la ciclabile che attraversa il territorio dolomitico collegando Lienz e Calalzo di Cadore attraverso il tracciato dell’antica ferrovia.

San Vito di Cadore è anche un luogo rilevante dal punto di vista storico – archeologico. È proprio qui, in località Mondeval (2200 m), che è stato ritrovato lo scheletro di una cacciatore preistorico vissuto 7000 anni fa, “l’uomo di Mondeval” appunto, attualmente conservato nel Museo di Selva di Cadore. Il luogo del ritrovamento è raggiungibile con un’escursione dal Passo Giau.
 





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