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Sedico

Il territorio di Sedico è ricco di storia e di insediamenti antichi che affondano le radici nei secoli a partire dall’età del bronzo; a testimonianza di un importante passato sono ancora visibili ad esempio i resti dell’insediamento fortificato “Castelliere di Noal” a cui si arriva dopo un breve percorso ciclopedonale illustrato da pannelli esplicativi.

A nord di Sedico la zona è prevalentemente montuosa comprendendo i Monti del Sole, le pareti dolomitiche della Schiara, le rocce e i verdi pascoli del Talvena e la famosa punta rocciosa chiamata Gusela del Vescovà. Il territorio è attraversato anche dall'Alta Via delle Dolomiti n.1 ed in particolare il rifugio Bianchet è punto di partenza per interessanti escursioni all’interno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ma per tutti gli appassionati della natura sono innumerevoli i sentieri tracciati ad esempio sul Monte Peron (1486 m) e sulla Pala Alta (1933 m).

Molte sono le chiesette del territorio comunale, a partire dalla chiesa di San Nicolò di Bribanèt eretta nel 1502 dai fratelli Buzzatti ed oggi monumento nazionale con lo splendido altare ligneo ed il trittico attribuito ad Agostino da Lodi, per arrivare alla parrocchiale che cela numerosi tesori d’arte tra cui una “Madonna col Bambino" di Francesco Vecellio, forse dipinta a quattro mani con il noto fratello Tiziano.

La grande estensione del territorio comunale di Sedico e la sua strategica posizione tra la Val Belluna e la valle del Cordevole fino alle porte dell’Agordino, lo ha reso nei secoli sede prescelta da nobili e possidenti per la costruzione delle loro residenze come le seicentesche Villa Zuppani a Pasa e Villa Crotta a Poian, Villa Rudio e Miari- Giacomin nel piccolo abitato di Landrìs e Villa de' Manzoni costruita nel 1835 dall’architetto Giuseppe Japelli e affrescata internamente da Giovanni De Min e Pietro Paoletti. Quest’ultima ospita il Museo Storico del 7° Reggimento Alpini che presenta una ricca collezione di armi, gagliardetti storici, cimeli e documenti che raccontano la storia del reggimento dalla sua fondazione nel 1887 fino ad oggi.

Sedico è anche importante centro industriale popolato da numerose imprese; tra tutte qui è presente una delle sedi di Luxottica, tra i leader mondiali nella produzione di occhiali. Il territorio è comunque da sempre polo di attività artigianali sorte lungo la riva sinistra del Cordevole e alimentate da appositi canali, le cosiddette “rogge”, che fornivano energia idraulica ad opifici, mulini e segherie e il cui percorso è stato recentemente riscoperto grazie ad un facile tracciato ciclopedonale che da Bribano porta il visitatore fino a Mas di Sedico. 

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Panorama della vallata dal castelliere di Noal (foto Magico Veneto)
Villa de Manzoni ai Patt di Sedico, facciata (foto R. Michelotti)
Villa de Manzoni ai Patt di Sedico, facciata (foto R. Michelotti)
Villa de Manzoni ai Patt di Sedico, Giovanni De Min, affresco Lotta delle Spartane, 1836 (foto R. Michelotti)
Villa de Manzoni ai Patt di Sedico, Pietro Paoletti, affresco Esopo racconta le fiabe, 1837 (foto R. Michelotti)
Villa de Manzoni ai Patt di Sedico, affreschi della torretta (foto R. Michelotti)
Il Museo del 7° Alpini presso Villa de Manzoni ai Patt di Sedico (foto Marco Zucco)
Una delle cartoline presenti al Museo del 7° Alpini a Villa de Manzoni ai Patt di Sedico
Il Castelliere di Noal
Sedico, Chiesa parrocchiale, Francesco Vecellio, Madonna con Bambino e angeli, inizi sec. XVI
Pasa, Chiesa di San Lorenzo, Giovanni da Mel, affresco con Santi, inizi sec XVI
Antico ospizio di Candaten

Sedico

Villa de Manzoni ai Patt di Sedico, facciata (foto R. Michelotti)

Il territorio di Sedico è ricco di storia e di insediamenti antichi che affondano le radici nei secoli a partire dall’età del bronzo; a testimonianza di un importante passato sono ancora visibili ad esempio i resti dell’insediamento fortificato “Castelliere di Noal” a cui si arriva dopo un breve percorso ciclopedonale illustrato da pannelli esplicativi.

A nord di Sedico la zona è prevalentemente montuosa comprendendo i Monti del Sole, le pareti dolomitiche della Schiara, le rocce e i verdi pascoli del Talvena e la famosa punta rocciosa chiamata Gusela del Vescovà. Il territorio è attraversato anche dall'Alta Via delle Dolomiti n.1 ed in particolare il rifugio Bianchet è punto di partenza per interessanti escursioni all’interno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ma per tutti gli appassionati della natura sono innumerevoli i sentieri tracciati ad esempio sul Monte Peron (1486 m) e sulla Pala Alta (1933 m).

Molte sono le chiesette del territorio comunale, a partire dalla chiesa di San Nicolò di Bribanèt eretta nel 1502 dai fratelli Buzzatti ed oggi monumento nazionale con lo splendido altare ligneo ed il trittico attribuito ad Agostino da Lodi, per arrivare alla parrocchiale che cela numerosi tesori d’arte tra cui una “Madonna col Bambino" di Francesco Vecellio, forse dipinta a quattro mani con il noto fratello Tiziano.

La grande estensione del territorio comunale di Sedico e la sua strategica posizione tra la Val Belluna e la valle del Cordevole fino alle porte dell’Agordino, lo ha reso nei secoli sede prescelta da nobili e possidenti per la costruzione delle loro residenze come le seicentesche Villa Zuppani a Pasa e Villa Crotta a Poian, Villa Rudio e Miari- Giacomin nel piccolo abitato di Landrìs e Villa de' Manzoni costruita nel 1835 dall’architetto Giuseppe Japelli e affrescata internamente da Giovanni De Min e Pietro Paoletti. Quest’ultima ospita il Museo Storico del 7° Reggimento Alpini che presenta una ricca collezione di armi, gagliardetti storici, cimeli e documenti che raccontano la storia del reggimento dalla sua fondazione nel 1887 fino ad oggi.

Sedico è anche importante centro industriale popolato da numerose imprese; tra tutte qui è presente una delle sedi di Luxottica, tra i leader mondiali nella produzione di occhiali. Il territorio è comunque da sempre polo di attività artigianali sorte lungo la riva sinistra del Cordevole e alimentate da appositi canali, le cosiddette “rogge”, che fornivano energia idraulica ad opifici, mulini e segherie e il cui percorso è stato recentemente riscoperto grazie ad un facile tracciato ciclopedonale che da Bribano porta il visitatore fino a Mas di Sedico. 





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