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Sottoguda uno dei borghi più belli d'Italia

Prezioso riconoscimento per l'antico paesino incastonato tra le Dolomiti Patrimonio UNESCO: Sottoguda entra infatti nell'élite dei Borghi più belli d'Italia grazie alle caratteristiche autentiche del piccolo paesino di montagna. Con i suoi 98 abitanti l'ultima frazione della Val Pettorina si è imposta per la bellezza del paesaggio, dominato dai Serrai, per la qualità e armonia urbanistica, per il suo artigianato e le iniziative di valorizzazione come i giovedì da zacàn che in ladino significa letteralmente di una volta.
Sottoguda conserva numerosi tabièi, fienili in legno, usati dai contadini per il deposito del fieno e il ricovero del bestiame e degli attrezzi agricoli. L’agricoltura è stata per secoli la principale fonte di sostentamento della piccola comunità ladina. Oggi sopravvive anche la tradizione della lavorazione artistica del ferro battuto grazie ad alcuni artigiani che hanno i loro negozi sulla strada che collega il borgo di Palue a Sottoguda.
L’edificio più antico di Sottoguda, l’unico risparmiato dall’incendio del 1881, è la chiesetta dedicata ai santi Fabiano, Sebastiano e Rocco, consacrata nel 1486 quando doveva servire una comunità costituita da una decina di abitazioni.
Subito dopo le ultime case inizia la gola dei Serrai di Sottoguda, un profondo canyon di circa due chilometri, l'unica via di collegamento fino agli anni '60 con Malga Ciapèla, ai piedi della Marmolada. Da Malga Ciapéla parte la funivia che in tre tronconi raggiunge i 3309 metri di Punta Rocca, seconda cima della Marmolada e delle intere Dolomiti, con il nuovo Museo della Grande Guerra a Serauta, nella stazione intermedia della funivia, il museo più alto d’Europa.
Il percorso dei Serrai si snoda fra alte rocce strapiombanti e interseca ben 13 volte il corso del torrente Pettorina. Un tempo lungo i Serrai transitavano le mandrie di mucche e le greggi di capre dirette ai pascoli di alta montagna, e i carichi di legname e fieno condotti a valle dai boschi e dalle zone di sfalcio. In inverno, quando le cascate gelando ricoprono le pareti rocciose di uno spesso strato di ghiaccio, la gola diventa una palestra di arrampicata su ghiaccio tra le più apprezzate d’Europa.
Oggi grossi greggi di pecore stanziano in estate sul territorio per pascolare i prati altrimenti incolti e sui percorsi silvo-pastorali si può usare la mountain-bike. Una nuova pista ciclabile di 11 km attraversa tutto il territorio comunale collegando Sottoguda all’ultimo villaggio, Masaré, sul lago di Alleghe.
Tra i tanti itinerari possibili, ne segnaliamo tre su sentieri CAI in partenza da Sottoguda: il primo porta alla forcella Valbona (2196 m.) abitata solo da stambecchi e camosci, seguendo i segnavia tra abeti, ontani e piante di mirtillo; il secondo conduce alla forcella delle Fontane (2211 m.) salendo per la vecchia mulattiera oltre l’abetaia, e raggiunge la solitudine dei pascoli in un’armonia di luci e colori; il terzo arriva alla malga Franzedàs (1980 m.), un panoramico pianoro disseminato di piccoli fienili e casère. Per chi invece vuole godere una spettacolare vista sui monti Civetta e Pelmo, si consiglia il sentiero dal centro di Rocca Pietore (1143 m.) si prende il sentiero per Laste-Ronch e, attraverso i boschi, si arriva all’abitato di Rónch di Laste (1508 m.).

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Sottoguda uno dei borghi più belli d'Italia

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Artigianato a Sottoguda - foto Manrico Dell'Agnola

Prezioso riconoscimento per l'antico paesino incastonato tra le Dolomiti Patrimonio UNESCO: Sottoguda entra infatti nell'élite dei Borghi più belli d'Italia grazie alle caratteristiche autentiche del piccolo paesino di montagna. Con i suoi 98 abitanti l'ultima frazione della Val Pettorina si è imposta per la bellezza del paesaggio, dominato dai Serrai, per la qualità e armonia urbanistica, per il suo artigianato e le iniziative di valorizzazione come i giovedì da zacàn che in ladino significa letteralmente di una volta.
Sottoguda conserva numerosi tabièi, fienili in legno, usati dai contadini per il deposito del fieno e il ricovero del bestiame e degli attrezzi agricoli. L’agricoltura è stata per secoli la principale fonte di sostentamento della piccola comunità ladina. Oggi sopravvive anche la tradizione della lavorazione artistica del ferro battuto grazie ad alcuni artigiani che hanno i loro negozi sulla strada che collega il borgo di Palue a Sottoguda.
L’edificio più antico di Sottoguda, l’unico risparmiato dall’incendio del 1881, è la chiesetta dedicata ai santi Fabiano, Sebastiano e Rocco, consacrata nel 1486 quando doveva servire una comunità costituita da una decina di abitazioni.
Subito dopo le ultime case inizia la gola dei Serrai di Sottoguda, un profondo canyon di circa due chilometri, l'unica via di collegamento fino agli anni '60 con Malga Ciapèla, ai piedi della Marmolada. Da Malga Ciapéla parte la funivia che in tre tronconi raggiunge i 3309 metri di Punta Rocca, seconda cima della Marmolada e delle intere Dolomiti, con il nuovo Museo della Grande Guerra a Serauta, nella stazione intermedia della funivia, il museo più alto d’Europa.
Il percorso dei Serrai si snoda fra alte rocce strapiombanti e interseca ben 13 volte il corso del torrente Pettorina. Un tempo lungo i Serrai transitavano le mandrie di mucche e le greggi di capre dirette ai pascoli di alta montagna, e i carichi di legname e fieno condotti a valle dai boschi e dalle zone di sfalcio. In inverno, quando le cascate gelando ricoprono le pareti rocciose di uno spesso strato di ghiaccio, la gola diventa una palestra di arrampicata su ghiaccio tra le più apprezzate d’Europa.
Oggi grossi greggi di pecore stanziano in estate sul territorio per pascolare i prati altrimenti incolti e sui percorsi silvo-pastorali si può usare la mountain-bike. Una nuova pista ciclabile di 11 km attraversa tutto il territorio comunale collegando Sottoguda all’ultimo villaggio, Masaré, sul lago di Alleghe.
Tra i tanti itinerari possibili, ne segnaliamo tre su sentieri CAI in partenza da Sottoguda: il primo porta alla forcella Valbona (2196 m.) abitata solo da stambecchi e camosci, seguendo i segnavia tra abeti, ontani e piante di mirtillo; il secondo conduce alla forcella delle Fontane (2211 m.) salendo per la vecchia mulattiera oltre l’abetaia, e raggiunge la solitudine dei pascoli in un’armonia di luci e colori; il terzo arriva alla malga Franzedàs (1980 m.), un panoramico pianoro disseminato di piccoli fienili e casère. Per chi invece vuole godere una spettacolare vista sui monti Civetta e Pelmo, si consiglia il sentiero dal centro di Rocca Pietore (1143 m.) si prende il sentiero per Laste-Ronch e, attraverso i boschi, si arriva all’abitato di Rónch di Laste (1508 m.).



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