Casteldardo

Il sito di Casteldardo conserva oggi una torre di segnalazione, la cui prima fondazione risale forse al periodo romano e che venne inserita in epoca medievale nella struttura più ampia di un castello di cui si conservano solo le memorie.

Questo antico baluardo ha svolto un importante compito difensivo durante tutta la storia del territorio e le frequenti dispute ed invasioni per il suo possesso.

Lo stemma del Comune di Trichiana ricorda questo storico edificio raffigurando nel proprio stemma un castello con tre torri ed il ponte sul torrente Ardo che si trova proprio alle spalle dell'odierna torre.

Leggende

Questa roccaforte è stata teatro di grandi battaglie, contesa per la sua particolare e strategica posizione tra i Bellunesi e i Trevigiani, di cui si conserva memoria in un famoso frammento di una ballata in volgare che narra lo scontro del 1193 tra i due eserciti.

De Castel d’Ard havi li nostri bona part
i lo zetta tutto intro lo flumo d’Ard
e sex cavaler de Tarvis li plui fer
con sé duse li nostri cavaler.

Di Castel d’Ardo ebbero i nostri buona parte / e lo gettarono tutto dentro il fiume d’Ardo. / Sei cavalieri di Treviso i più armati / con sé li scortarono i nostri cavalieri.

Composto alla fine del XII secolo, questo Ritmo bellunese, tramanda gli avvenimenti che videro Belluno alleata con Feltre vincere contro Treviso la battaglia che permise alla città la conquista di questo territorio.

La quartina, composta in endecasillabi, descrive la distruzione del Castel d’Ardo, avamposto trevigiano nei pressi di Trichiana, i cui ruderi vennero gettati nel torrente Ardo e narra dei sei cavalieri trevigiani scortati a Belluno, città vincitrice.

Al Castello è legata anche la figura leggendaria di Atleta, la bellissima figlia del conte Ticherio di Casteldardo, di cui si innamorò Murcimiro, conte di Zumelle.



Modalità di accesso

La torre è visitabile esternamente ed è visibile dalla statale che collega Trichiana a Mel.

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