Castellum Laebactium

Come ben si può intuire dal nome stesso, l’abitato di Castellavazzo nacque attorno ad un antico fortilizio, il Castellum Laebactium, che permise alla località di assumere una certa importanza.

Pare che l’originaria chiesa dedicata ai Santi Quirico e Giulitta (risalente ai secoli X-XI) sorgesse sui resti del castello, che aveva cessato la propria funzione politica e militare, trasferita presso la fortezza della Gardona. Quest’ultima era un’imponente costruzione eretta nel 1171 dal Vescovo di Belluno Ottone come parte del sistema difensivo della contea di Belluno.

In località Gardona, poco a nord dell’abitato di Castellavazzo, sono tuttora visibili i ruderi della torre, dalla particolarissima pianta triangolare, raggiungibili percorrendo il sentiero che dal cementificio si snoda sopra il tracciato della linea ferroviaria ripercorrendo quella che fu l’antica strada romana. La torre è ciò che rimane dell'antica fortificazione che si estendeva dalle rocce della "Rovesa" al letto del Piave.
Poco distante dai resti si trova anche l’antica cava utilizzata nove secoli fa per la costruzione della fortezza.



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