Cattedrale di San Martino

Lo storico bellunese Giorgio Piloni nel 1607 narra che nell’anno 548 “Felice vescovo di Belluno [...] ritrovandosi [...] in Ravenna con grande dolore delli occhi, fu fatto sano con l’oglio che ardeva nel tempio del Beato Martino, in memoria del qual glorioso santo ordinò che fosse dedicato il tempio maggior della cittade a San Martino”. Di questo antico edifici restano solo alcuni frammenti scultorei in pietra, murati sulla facciata della Cattedrale e risalenti ai secoli IX-X.

Già nel corso del Quattrocento l’edifici mostrava alcuni segni di degrado ed infatti, a partire dalla fine del secolo iniziano i lavori di riedificazione della chiesa che venne ruotata di 180° come oggi la vediamo, spostando dunque l’antico ingresso che guardava la valle del Piave seguendo l’originale progetto del famoso Tullio Lombardo.

I lavori proseguirono per i secoli successivi vedendo l’intervento di numerose maestranze e nel 1732 si pose la prima pietra di fondazione del magnifico campanile progettato dall’architetto Filippo Juvarra e fortemente voluto dal vescovo Gaetano Zuanelli. La costruzione terminò nel 1743 quando a coronamento della guglia, venne posizionato lo svettante angelo che la tradizione dice disegnato dallo scultore bellunese Andrea Brustolon, nato a pochi metri da lì in via Mezzaterra.

Nel 1873 la città viene colpita da un tremendo terremoto che distrusse gran parte degli edifici storici cittadini tra cui anche l’abside del Duomo che venne ricostruita insieme alla sottostante cripta.

Oggi la Cattedrale, con le sue inimitabili opere d'arte, è uno dei magnifici edifici di Piazza Duomo, da sempre luogo di unione tra il potere temporale ed il potere spirituale.

Opere d'arte

Numerosi stemmi, lapidi e bassorilievi murati nelle facciate esterne e nelle pareti interne del Duomo narrano la storia della città e di questo grandioso edificio. Interessante da notare, a sinistra dell’ingresso minore che guarda Piazza Duomo, una lapide con iscrizione latina dedicata all’imperatore Marco Aurelio che nell’antica chiesa venne riutilizzata come altare e sopra la porta il grande sole raggiato che ricorda la storica predica di san Bernardino da Siena nel settembre 1423 tenutasi proprio in questa piazza.

Il portale maggiore, cimato dallo stemma del vescovo Luigi Lollino, venne eretto nel 1628 mentre i minori vennero innalzati nel 1684 per volontà del vescovo Giulio Berlendis che governò la diocesi di Belluno dal 1653 al 1693. Nella severa facciata si notano subito le tre moderne porte di bronzo inaugurate il 12 giugno 1983 in onore di Giovanni Paolo I, il papa bellunese nato a Canale d’Agordo, e realizzate su progetto del romano Angelo Canevari. La porta centrale è riservata alla vicenda storica e spirituale di papa Luciani, mentre quelli degli ingressi laterali rimandano ai temi dell’umiltà, della fede, della speranza e carità.

Entrando nella cattedrale gli altari minori settecenteschi arricchiscono le navate laterali e sono accompagnati ciascuno da una coppia di statue alcune attribuite al vicentino Giuseppe Sordina (1682-1758) e altre realizzate dallo zoldano Valentino Panciera Besarel intorno al 1857.

Percorrendo la navata minore di destra si incontra il primo altare con la pala di Andrea Meldolla, detto lo Schiavone, (sesto decennio del sec. XVI) con l’immagine di san Bernardino da Siena e qui portata per volontà del Municipio cittadino dalla chiesa di San Pietro per scongiurare l’epidemia di colera che terrorizzava la città nel 1855.

La pala del secondo altare venne commissionata a Cesare Vecellio, cugino di Tiziano, nel 1585 dal Consiglio dei Nobili affinché la città fosse preservata dalla peste che dilagava nelle campagne. Il dipinto firmato e datato, presenta il podestà Giovanni Loredan in basso mentre raccomanda Belluno all’intercessione di san Sebastiano legato alla colonna, di papa Fabiano e della Vergine. Interessante lo sfondo con una veduta di Piazza Duomo con il palazzo dei Rettori.

Il terzo altare, cimato da tre leggiadri angeli lignei commissionati allo scultore zoldano Valentino Panciera Besarel nel 1854, reca la pala datata 1571 e firmata da Jacopo da Ponte detto il Bassano. Rappresenta il martirio di san Lorenzo, qui posto sulla graticola ardente. Il quarto altare è impreziosito dalla pala con la Deposizione dalla croce commissionata a Palma il Giovane dai nobili bellunesi Bartolomeo e Francesco Miari alla fine del Cinquecento. I tre leggiadri angeli cimieri vennero realizzati dalla bottega di Andrea Brustolon tra il 1722 ed il 1729.

Il quinto altare, cioè quello a capo della navata, è preceduto da una nicchia affiancata da due spalliere intagliate e scolpite nel 1622 con il blasone del casato Miari. Il grande ricettacolo, eseguito su disegno del pittore neoclassico Giovanni De Min e su progetto dell’architetto Giuseppe Segusini nel 1840 alloggia il busto marmoreo di Gregorio XVI, il primo pontefice bellunese. L’altare è dedicato al Santissimo Sacramento e presenta un imponente tabernacolo seicentesco in marmi policromi e decori. In alto, lungo le due navate, sono appese dodici tele settecentesche raffiguranti gli Apostoli e dipinte da Flaminio Grappinelli e da Antonio Gabrieli.

Nel presbiterio sono appese alcune tele; un dipinto del Settecento raffigurante i martiri giapponesi gesuiti, la vicina tela con la Vergine con il Bambino venerati dai santi Luigi Gonzaga e Stanislao Kostka dipinta da Gaspare Diziani, un grande quadro di Gregorio Lazzarini - fine Seicento - illustra un miracolo di san Domenico, un’ Adorazione dei Magi del seicentesco Giuseppe Heintz “il Giovane”, una Madonna del Rosario attorniata da santi (1794) spetta al bellunese Lodovico Sergnano, mentre la Predicazione di san Francesco Saverio è del conterraneo seicentesco Giovanni Fossa. L’altare maggiore risplende con i suoi marmi finemente scolpiti nella bottega degli Arnosti da Ceneda nell’anno 1668 e contiene la pala di san Martino, patrono della Città, dipinta nel 1672 da Pietro Muttoni (detto “Vecchia”) e voluta dal canonico Amico Fulcis rappresentato in basso a destra. Sopra l’altare trionfa l’immagine dell’Assunta venerata dagli angeli, dipinta da Antonio Ermolao Paoletti nel 1898.

Passando alla navata sinistra, si incontra il primo altare risalente al 1585 e dedicato alla Sacra Spina, reliquia donata dal vescovo Mosè Buffarello nel 1471. Al centro del dossale riccamente decorato campeggia un grande Crocifisso ai cui piedi sono posizionate le statue dell’Addolorata e di san Giovanni evangelista realizzati all’inizio del Quattrocento.

Il secondo altare della navata sinistra reca la pala con la Conversione di san Paolo di Gaspare Diziani (1731-1736), mentre il terzo altare è intitolato a san Carlo Borromeo e presenta un dipinto intitolato al santo milanese e realizzato dallo stesso artista.

Il quarto altare è dedicato a sant’Anna e propone un dipinto di Egidio Dall’Oglio (1735) con la Sacra Famiglia alla quale si uniscono anche i nonni materni di Gesù, Gioacchino ed Anna, mentre il quinto altare, intitolato alla Madonna delle Grazie, reca un piccolo quadro di Gaspare Diziani raffigurante la Vergine con il Bambino e due magnifiche statue marmoree del Cinquecento raffiguranti san Lucano vescovo e san Gioatà, patroni della Città insieme a san Martino.

Lungo la navata sinistra si apre una porta che conduce alla cripta; completamente ricostruita a seguito del terremoto del 1873 ospita un altare costituito dall’arca degli Avoscano utilizzata come deposito delle sacre reliquie con magnifiche sculture realizzate nel Trecento e nel secolo successivo. Sopra è posizionato il quattrocentesco Polittico di San Martino che illustra alcuni episodi salienti della vita del santo ed in basso un'aggiunta cinquecentesca del pittore bellunese Nicolò De Stefani con le Storie di san Giovanni Battista; un tempo la tavola era ospitata nel Battistero che si trova di fronte alla Cattedrale e che era dedicato a Martino e Giovanni. Infine, sulla parete destra è appeso un magnifico scudo episcopale in legno scolpito e dipinto Andrea Brustolon intorno al 1730.

Nelle vicinanze

Battistero: sorge di fronte alla Cattedrale ed è conosciuto anche come chiesa di Santa Maria delle Grazie. Il piccolo edificio esisteva già nel Duecento ma venne riedificato a seguito del terremoto del 1511 e dedicato ai Santi Martino e Giovanni. Al centro sorge il grande fonte battesimale in sormontato da un coperchio a piramide da cui sporgono le testine scolpite degli Apostoli realizzate alla fine dell’Ottocento dallo scultore zoldano Angelo Majer ed in cima rifulge la statua dorata del Battista, probabile opera giovanile di Andrea Brustolon (1704). Sull’unico altare si trova una piccola pala dipinta alla fine del Trecento con una elegante Madonna dell’Umiltà raffigurata tra i santi Pietro e Giovanni Battista e seduta su un umile prato.

Poco distante, sotto i portici in Piazza Mercato, si trova la piccola chiesa della Madonna della Salute, annessa all’antico Monte di Pietà costruito nel Cinquecento. L’unico altare laterale presenta una magnifica cornice realizzata da Andrea Brustolon con una serie di angioletti che sembrano giocare intorno alla raffigurazione della Vergine dipinta nel Seicento che da Francesco Frigimelica il Vecchio. Sopra il timpano dell’altare tre leggiadri angeli scolpiti in legno e dipinti a finto marmo nel 1714 dal Brustolon dominano dall’alto.



Orari e accessibilità

Cattedrale: aperta quotidianamente.

Battistero: aperto quotidianamente.

Chiesa della Madonna della Salute: aperta quotidianamente.

Indirizzo:

Piazza Duomo
32100 Belluno loc. Belluno

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