Chiesa di San Nicolò - San Nicolò di Comelico

La Chiesa di San Nicolò sorge nell’omonima frazione comelicese e le sue origini sembrano essere molto antiche (XI o XII secolo).

La graziosa struttura attuale è frutto di numerosi rifacimenti e restauri a partire dal 1475 quando testimonianze attestano la conclusione di importanti lavori di ampliamento per opera di Mastro Zuane de Chomo.
Nella prima metà del 1600 la Quattrocentesca struttura viene ulteriormente modificata con l’aggiunta di due piccole cappelle laterali e nel 1662 viene edificato anche l’attuale campanile quadrangolare per volontà di Melchiorre Vettori.
Il suo sagrato conserva ancora i muri di contenimento dell’area cimiteriale che tradizionalmente si sviluppava attorno alla chiesa.

L’edificio sacro presenta una particolare valenza artistica per il ricco patrimonio che conserva: risulta infatti essere unico nel suo genere in tutto il territorio bellunese poiché custodisce un intero ciclo di affreschi di Gianfranco da Tolmezzo.
 

Architettura

La struttura della chiesa si compone di un’unica navata con campate archiacute, due cappelle laterali ospitanti due altari minori e un’abside pentagonale.
La facciata principale dell’edificio è costituita da un portale sormontato da un timpano triangolare spezzato e da due aperture laterali quadrangolari.
La torre campanaria quadrangolare è caratterizzata dalla bifora ad arcate sormontata da una lanterna ottagonale, mentre la sommità presenta una cupola a cipolla in rame.
 

Opere d'arte

Il patrimonio artistico della Chiesa di San Nicolò è costituito in gran parte dal ciclo di affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo, un caposcuola della pittura friulana del secondo Quattrocento, che ricopre l’intero coro e le superfici dell’arco trionfale.
L’attività di questo artista si rifà quasi esclusivamente alla realizzazione di affreschi in chiese, cappelle votive o palazzi e il ciclo di San Nicolò costituirà solamente una delle sue prime preziose realizzazioni.

Il ciclo pittorico di San Nicolò raffigura le redenzione dell’uomo e della sua salvezza: la prima scena espone l’episodio dell’Annunciazione che vede protagonisti l’arcangelo Gabriele e la Vergine Maria, sull'arco e all'interno della volta sono raffigurati Dio Padre, i Dottori della Chiesa, gli Evangelisti, i Profeti e quattro Santi guerrieri; la scena centrale del ciclo narra la nascita di Gesù con l’Adorazione dei Pastori e l’Adorazione dei Magi. Il ciclo di affreschi prosegue poi con la raffigurazione delle figure degli Apostoli, Santi, Martiri ecc… Un tripudio d’arte sacra degno di nota e meritevole di una visita.

Se il ciclo pittorico di Gianfrancesco da Tolmezzo costituisce un prezioso patrimonio artistico, anche gli altari posizionati sulle pareti laterali dell’aula meritano un cenno.
Entrambi di origine secentesca e realizzati in legno intagliato e dorato ospitano nella loro alzata due pale di valore: nell’altare di sinistra trova posto una tela raffigurante la Madonna con il Bambino eseguita da Martino Teofilo Polak, mentre nella pala di destra l’artista Antonio Zanchi, famoso pittore “tenebroso” ha illustrato il Martirio di S. Valentino.
 

Nelle vicinanze

Tra le vie del caratteristico borgo di Campitello si incontra la piccola e suggestiva Chiesetta del Sacro Cuore, nella frazione di Costa la graziosa Chiesetta di S. Daniele, ricostruita nel 1869 dall’ingegner Palatini che lavorò in quegli anni al Rifabbrico in Comelico, che conserva alcune decorazioni di Pio Solero di Sappada. Interessante infine la Cappella Tamai in località Cima Vallona, costruita per commemorare i caduti di un attentato terroristico nel 1967.



Indirizzo:

Via Capoluogo
32040 San Nicolò di Comelico

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