Cattedrale di San Pietro

Secondo la tradizione fu san Prosdocimo, primo vescovo di Padova e contitolare con san Pietro della cattedrale feltrina, il fondatore nel III secolo della Chiesa del territorio feltrina.

L’edificio sorge in un luogo particolare, ai piedi del Colle delle Capre e dunque fuori dalle mura cittadine, a differenza della maggior parte delle chiese che normalmente sono inserite nella piazza centrale insieme ai palazzi del governo e a quelli legati al potere spirituale. La scelta del sito si spiega visitando l’area archeologica che oggi si trova sotto il sagrato della cattedrale che testimonia, con la presenza di un battistero paleocristiano, come questo luogo sia stato scelto fin dall’inizio dai primi cristiani.

Gli elementi più antichi inseriti all’interno della struttura della cattedrale si possono ancora oggi visitare e sono quelli della cripta costruita tra XI e XII secolo riportata alla luce, sotto l’area del presbiterio, solo all’inizio del Novecento dopo lungo abbandono. E' un luogo che merita una visita per ammirare le belle colonne con fini capitelli decorati, il soffitto a cassettoni dipinto nel 1636 da Paolo Dal Pozzo con scene della Passione di Cristo e un affresco con la Pietà attribuito al cinquecentesco Giovanni da Mel.

Architettura

Numerose sono state le trasformazioni subite dalla cattedrale nel corso dei secoli, ma l’edificio mantiene ancora oggi una caratteristica della chiesa medievale: l’abside inclinata a sinistra che allude simbolicamente alla posizione del capo di Cristo morto sulla croce. Ai due lati del presbiterio le due cappelle dedicate al Santissimo Sacramento, a sinistra, e a san Fedele, a destra, chiudono la navata maggiore e le due navate laterali.

Dagli anni Settanta del XV secolo la cattedrale subì molti interventi soprattutto nella zona absidale ed i resoconti delle spese registrate in quegli anni parlano di un’impresa complessa e importante, cui parteciparono maestranze e artisti di diversa provenienza. Solamente per pochissimi anni però i Feltrini poterono ammirare la nuova cattedrale, poiché la città fu invasa dai soldati dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo che aveva costituito la celebre Lega di Cambrai contro la Repubblica di Venezia. Fin dal 1404 Feltre era città veneziana e per questo fu data alle fiamme nel 1510 dalle truppe imperiali; la cittadella fu completamente rasa al suolo e la cattedrale ne uscì pesantemente danneggiata.

Da questo momento nacque una disputa che durò molti decenni tra chi voleva che la cattedrale fosse ricostruita esattamente dove era sempre stata e tra chi proponeva la sua ricostruzione all’interno delle mura, in un luogo più protetto. Alla fine prevalse il partito di chi voleva che la chiesa madre restasse dove era sempre stata. Prima Tullio Lombardo, che già aveva lavorato alla fabbrica del duomo di Belluno, sostituito poi da Vittore Scienza, intervennero nella realizzazione dei lavori che si protrassero fino alla fine del Seicento.

Opere d'arte

La Cattedrale conserva numerose opere d’arte che segnano i vari momenti della vita dell’edificio. Iniziando dal presbiterio, tra tutti spicca la Cattedra del vescovo-conte Adalgerio Villalta, un trono monolitico dell’inizio del Duecento. L’altare maggiore, venne realizzato nel 1722 insieme alla pala della Madonna Assunta e San Pietro di Antonio Lazzarini; sull’arco trionfale un grande Crocifisso ligneo del 1516 forse opera di Vittore Scienza e dipinto da Lorenzo Luzzo nel 1518. Sulla parete destra, il Monumento funebre di Matteo Bellati è opera di Tullio Lombardo del 1528, attorniato da stemmi e lapidi vescovili di epoca diversa, mentre la parete sinistra e la volta hanno affreschi del 1947 di Pietro Cortellazzi, raffiguranti Episodi della vita di San Pietro e i Quattro evangelisti.

A destra dell’abside si apre la cappella di San Fedele con l’altare dove è collocata l’urna con le sue reliquie, donate alla chiesa feltrina dal rettore Antonio Ottobon nel 1675. La pala d’altare con la Trinità, San Rocco e Sant’Elena attribuita al pittore feltrino Pietro Marascalchi e la tela della Caduta degli angeli ribelli dipinta da Agostino Ridolfi intorno al 1672 per il vescovo Gera, decorano la cappella. Al vescovo Gera si deve anche la decorazione della cappella del Santissimo Sacramento a sinistra dell’abside, con l’inserimento di un altare in marmi policromi e dei grandi teleri del 1672 del pittore bassanese Giambattista Volpato.

Creando un itinerario ideale nella cattedrale si può partire dalla navata destra osservando gli altari che ospitano interessanti opere d’arte. Il primo è l’altare di Sant’Antonio da Padova ed è uno dei due altari barocchi in marmo giunti dal convento di Santa Maria del Prato nel 1779 e contiene una tela seicentesca di autore ignoto, raffigurante Sant’Antonio da Padova resuscita un morto. Tra primo e secondo altare è murato un bassorilievo di Antonio Giaccarelli, scolpito nel 1834 in memoria di Lucrezia Avogadro degli Azzoni, morta in giovane età e ricordata con parole toccanti dal marito nell’iscrizione sottostante. Il secondo è l’altare della Madonna della Misericordia e di Sant’Anna: commissionato dalle famiglie Zugni e Graffini all’inizio della seconda metà del Cinquecento, è decorato dalla pala della Madonna della Misericordia di Pietro Marascalchi. L’altare della Madonna del Carmine è il terzo della navata e risale alla prima metà del Seicento; conserva una tela probabile opera del seicentesco Francesco Frigimelica il Vecchio con la Madonna del Carmine, Sant’Andrea, Santo vescovo, San Nicolò e San Giacomo. Nello spazio tra la terza e la quarta cappella era originariamente collocato il Monumento funebre del cavaliere Giovanni Teupone del 1473, in seguito trasferito all’esterno dietro l’abside, dove si trova tuttora. Il quarto è l’altare di San Giovanni Battista, opera lignea del XVI secolo che racchiude un’altra tela del Marascalchi ed ospita una magnifica scultura in legno di Francesco Terilli che rappresenta San Pietro e venne realizzata nei primissimi anni del Seicento. Il semplice altare del Corpo di Cristo è il quinto e ultimo della navata destra; qui è situata la statua lignea del Redentore di Terilli dipinta per simulare la pietra.

Proseguendo lungo la navata sinistra si giunge all’altare di San Bonaventura, gemello di quello proveniente da Santa Maria del Prato nel 1779, che propone la statua in legno policromo di San Prosdocimo, primo evangelizzatore del Feltrino, eseguita da Francesco Terilli all’inizio del Seicento, e la pala di San Bonaventura di Agostino Ridolfi. Più recente è l’altare dell’Immacolata del 1876, preceduto da due magnifici candelabri in ferro battuto realizzati dall’artista feltrino Carlo Rizzarda.
Il successivo è l’altare del Beato Bernardino Tomitano; disegnato da Giuseppe Segusini nel 1856, racchiude una tela ottocentesca di Francesco Agosti con una scena della vita di Bernardino, come anche il successivo altare dei Santi Vittore e Corona, patroni di Feltre, contenente un dipinto dell’inizio del Seicento di Paolo Dal Pozzo con la Madonna con il Bambino, San Vittore e Santa Corona. L’ultimo della navata sinistra è l’altare di San Girolamo con una pala rappresentante San Girolamo penitente attribuita a Domenico Tintoretto.

Nelle vicinanze

Uscendo dalla porta posteriore della Cattedrale, dietro l'abside si eleva l’antica Chiesa di San Lorenzo sede del Battistero dal XIV secolo sorta su fondazioni di epoca romana e contenente una grande fonte battesimale del 1399 coronato dalla statua di San Giovanni Battista di Francesco Terilli. Nei primi anni del Seicento l’edificio fu rinnovato chiudendo anche l'ingresso principale decorato nel quattrocento dagli stessi scalpellini che realizzarono il portale della Chiesa di San Giacomo dentro le mura. L’altare maggiore, dedicato alla Madonna del Rosario, presenta una pala articolata realizzata alla fine del Seicento dal bellunese Agostino Ridolfi, autore anche della tela raffigurante San Lorenzo. Ai lati del presbiterio si possono ammirare due grandi tele di Domenico Falce datate 1662, che rappresentano la Nascita della Vergine e le Esequie della Vergine.

L’Oratorio della Santissima Annunziata si eleva accanto al sagrato della Cattedrale, con un portico neoclassico progettato da Giuseppe Berton nel 1853. Il piccolo edificio fu voluto dal vescovo Gradenigo nel 1622  ed oggi viene utilizzato come sede per esposizioni temporanee. In queste occasioni si può ammirare l'originale soffitto ligneo dipinto a cassettoni con interessanti finzioni decorative.



Orari e accessibilità

Cattedrale di San Pietro: situata ai piedi di Campo Giorgio fuori dalle mura, è aperta ogni giorno.

Battistero: situato dietro la Cattedrale, è aperto saltuariamente.

Oratorio della Santissima Annunziata: situato a lato del sagrato della Cattedrale, è aperto in occasione di esposizioni temporanee.

Indirizzo:

Via Roma
32032 Feltre

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