Chiesa di Santa Maria degli Angeli

La storia della chiesa e del monastero di Santa Maria degli Angeli è legata alla figura del Beato Bernardino Tomitano, predicatore francescano noto per la sua lotta contro la corruzione dei costumi e soprattutto contro l’usura, piaga che combattè con la fondazione dei primi Monti di Pietà. Fu lui a promuovere a Feltre la costruzione di un secondo convento femminile di clarisse, poiché riteneva che quello già esistente intitolato a Santa Chiara non fornisse alle monache le garanzie sufficienti per realizzare una vita di perfezione spirituale e di santità.

Bernardino rivolse dunque una supplica al pontefice Innocenzo VIII ed il 25 aprile 1489 ottenne l’autorizzazione a edificare un monastero che avrebbe seguito la più rigida prima regola di Santa Chiara. La città di Feltre contribuì alle spese per la sua costruzione ed offrì il terreno; la chiesa ed il convento furono terminati nel 1504 e l' 8 settembre dello stesso anno vi giunsero quattro monache provenienti dal convento di Santa Paola di Mantova, le quali riuscirono a fuggire nel luglio del 1510 ai soldati imperiali che diedero alle fiamme la città.

Dalle toccanti parole di una monaca che visse nel convento durante il Settecento, si apprende che qui l'esistenza era realmente dura ed in particolare le monache vivevano in modo poverissimo, in un ambiente esposto alle intemperie. Queste furono le cause di morte di numerose sorelle e dunque il 3 marzo 1537 papa Paolo III concesse al convento di passare alla seconda regola di Santa Chiara, molto più mite della prima.

Nel 1806 il monastero venne indemaniato e trasformato in caserma; intorno alla metà dell’Ottocento, l'architetto Giuseppe Segusini ebbe l'incarico di rinnovare la chiesa ma conservò la facciata originale con il portale cinquecentesco e l’affresco soprastante della Madonna degli Angeli, probabile opera di Marco da Mel. Nel 1894 un incendio distrusse il chiostro, risparmiando solo l’ala adiacente alla chiesa.

Opere d'arte

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli conserva un piccolo disegno di un Cristo portacroce inserito nell'altare laterale sinistro e circondato da numerosi ex-voto in argento. La tradizione vuole che sia stato trovato davanti all'ingresso del monastero il 6 agosto 1509 proteggendo le monache dalle truppe di Massimiliano d’Asburgo che stavano per attaccare la città. Le cronache raccontano anche che grazie alla sua intercessione il convento fu salvato in molte altre occasioni come durante le alluvioni del 1564 e del 1748, o l’incendio divampato nella struttura nel 1777. 

Lo stesso altare conserva anche la pala di Jacopo da Ponte, detto il Bassano, L'alluvione del Colmeda, il torrente che scorre vicino al convento, conclusa nel 1576 e commissionata all'artista in seguito al nubifragio del 27 luglio 1564. Di fronte, l'altare ottocentesco espone un dipinto intitolato Ecce Agnus Dei dipinto da Cesare Vecellio nel 1581 con san Giovanni Battista in primo piano.

Nel presbiterio decorano le pareti numerosi dipinti di pittori feltrini come i cinquecenteschi Pietro Marascalchi e Lorenzo Luzzo, del bellunese Antonio Lazzarini che nel secondo decennio del Settecentesco dipinse la Fuga in Egitto e la Presentazione al Tempio e di artisti contemporanei come i due stendardi di Romano Ocri, un pannello in ceramica raku di Fulvia Celli e una serie di vetrate dell’artista fiammingo Raph Huet, realizzate dal 1987 al 1992.

La sacrestia, visitabile solo se accompagnati da una guida, è dominata dall’antico altare in legno intagliato e dorato con un volto di Cristo morto e con la pala della prima metà del Settecento del feltrino Girolamo Turro raffigurante la Madonna degli Angeli; lo stesso artista dipinse per il convento altre due tele conservate oggi al Museo Civico di Feltre. Interessante anche la Cattedra della Badessa, intagliata nel Seicento e le statue cinquecentesche di San Pietro e San Paolo, un Dio Padre benedicente, un tabernacolo barocco, un Crocifisso e una scultura quattrocentesca di Santa Chiara.

Nelle vicinanze

Appena fuori dalla città si trova il quartiere di Farra con la Chiesa di San Martino, che fu ricostruita da Giuseppe Berton nell'Ottocento e che conserva l'antica pala commissionata nel 1545 al pittore Pietro Marascalchi.

A Mugnai, distante solo pochi chilometri, la Chiesa di San Marco conserva altre due tele dell'artista feltrino dipinte in età adulta alla fine del Cinquecento, mentre la Natività di Maria e l'Adorazione dei Magi del 1685 sono state realizzate da Domenico Falce. Poco lontano dalla frazione sorge la Chiesa di Santa Elisabetta; l'edificio venne costruito nel corso del Cinquecento come cappella privata della vicina Villa Bellati e presenta raffinate decorazioni probabilmente realizzate da Pietro Marascalchi.



Orari e accessibilità

Chiesa di Santa Maria degli Angeli: situata all'inizio di Borgo Tezze, è aperta ogni giorno.

Chiesa di San Martino: situata a Farra di Feltre, è aperta saltuariamente.

Chiesa di San Marco: situata a Mugnai di Feltre, è aperta saltuariamente.

Chiesa di Santa Elisabetta: situata a Mugnai di Feltre vicino a Villa Bellati.

Indirizzo:

Viale Mazzini, 8
32032 Feltre

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