La valle del gusto
Pom Prussian: la Mela Prussiana (PH Marek Studzinski)

C’è un filo multicolore che lega natura, cultura e gastronomia. Corre tra boschi, laghi e borghi ricchi di storia. Disegna il profilo delle Prealpi, ideale cerniera tra Venezia, le Colline del Prosecco e le Dolomiti, patrimoni UNESCO. Segue il corso della Piave con le sue acque cristalline, fino al Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi. E’ la Valbelluna, dove il tempo acquista un nuovo valore. Vivila. A ritmo lento, seguendo il ritmo della natura, tra una passeggiata nei prati incontaminati e la visita a borghi ricchi di storia.

Come Feltre, ad esempio. Il “Borgo verticale”, un vero scrigno di tesori a pochi chilometri dalle Vette Feltrine UNESCO. Locande, archi, palazzi storici, le antiche mura. Esplora i suoi vicoli e goditi il panorama. Poi visita gli splendidi palazzi: il Teatro de la Sena, un piccolo gioiello; la Galleria Rizzarda, con le creazioni in ferro battuto di Carlo Rizzarda e la straordinaria collezione di arti decorative; il Museo Civico ed il Museo Archeologico; l’area archeologica, Piazza Maggiore e il castello con le sue torri appena restaurate.

E ancora, Mel, il “Borgo della Serenissima”. Uno dei borghi più belli d’Italia, con le sue vie strette, gli antichi cortili e i suoi scorci pittoreschi che si illuminano di colori nuovi ad ogni stagione. A poca distanza, dall’alto, domina le Dolomiti il Castello di Zumelle, per un tuffo nel Medioevo tra spade e cavalieri. Sull’altra sponda della Piave, a Sedico, ecco il Castelliere di Noal, con i suoi 3300 anni di storia. E le ville venete costellano il territorio, in un intreccio fatto di eleganza e funzionalità.

Ma la Valbelluna è anche una valle del gusto. Respira la natura e assapora i suoi frutti. Il “Miele delle Dolomiti”, la più ampia DOP d’Italia con le sue sei tipologie. Le mele, un tripudio di nomi, varietà, colori, da assaggiare in tutte le forme. Il Marrone e la noce feltrina, la Zucca santa bellunese, i piccoli frutti, l’orzo, la birra della storica Birreria Pedavena, i vini autoctoni. Frutti di una terra incontaminata da gustare in decine di ricette in locande e ristoranti. E le malghe, le latterie? Qui si ritrova il vero spirito della montagna, con i suoi valori autentici, l’ospitalità genuina e semplice, che sa di buono.



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