Soste rigeneranti: i rifugi della Sezione Agordina del CAI
Moiazza e Civetta dal Framont (Ufficio Turistico di Agordo)

Parte integrante dell’esperienza della Montagna è quella del rifugio. La Sezione Agordina del Club Alpino Italiano, primo sodalizio fondato nelle Dolomiti più di 150 anni fa, è proprietaria di due strutture raggiungibili senza particolari difficoltà, affacciate in posizione panoramica sulla Conca Agordina. Questi due rifugi sono sorti seguendo percorsi diversi, ma sono accomunati dalla stessa passione per la cordialità, dalla bellezza del paesaggio e da una natura incontaminata. La loro storia è legata alla Sezione che si è impegnata nella loro realizzazione e ammodernamento, con una cura che continua ancora oggi.

Il Rifugio Bruto Carestiato al Còl dei Pass, alla base delle pareti meridionali della Moiazza, è stato inaugurato nel 1950 e porta il nome di un giovane alpinista caduto poco più che ventenne durante un’arrampicata sul gruppo del Civetta. Il rifugio è facilmente raggiungibile dal Passo Duran in circa 45 minuti ed è punto di riferimento per gli escursionisti dell’Alta Via n.1 e per coloro che desiderano salire l’impegnativa Via Ferrata “Gianni Costantini” alla Cima Moiazza Sud, una delle più lunghe delle Dolomiti.

Di fronte, sul versante orientale del Gruppo dell’Agnèr - Croda Granda, sorge invece il Rifugio Scarpa-Gurekian, sorto nel 1912 come chalet privato del pittore veneziano Enrico Scarpa e divenuto rifugio del CAI nel 1961. Dal 1984 è cointitolato a Ohannes Gurekian, ingegnere, profugo di origine armena, alpinista e presidente della Sez. Agordina del CAI dal 1930 al 1945, oltre che fondatore di una delle prime Pro Loco d’Italia a Frassené, paese chiamato nel passato la “Piccola Cortina” per le numerose attività alberghiere un tempo esistenti. E’ raggiungibile in circa 1.30 ora da Frassené ed è un importante punto d’appoggio per traversate e ascensioni in tutta la zona orientale delle Pale di S. Martino. Diego e la sua famiglia al Col dei Pass e Marco alla base dell’Agnèr sono i rispettivi gestori, custodi discreti, che portano avanti con passione e sacrificio questo lavoro al servizio della montagna. Protagonisti e narratori del territorio, accolgono e ristorano con ospitalità fatta di calore e tradizione escursionisti e scalatori da qualsiasi parte del mondo, che in questi luoghi trovano una sosta rigenerante, prima di una nuova partenza e di nuovi orizzonti.



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