Camminate silenziose tra arte e storia
Belluno, piazza Martiri

Chiunque, a Belluno, apprezza la possibilità di godere delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del territorio in tutte le stagioni senza far troppa fatica negli spostamenti. Per esempio, dall’abitato di Cavarzano transitando per la località di Sopracroda, si può tranquillamente accedere a un percorso che permette di raggiungere la località Col di Roanza per godere di uno dei migliori panorami sulla Valbelluna.Un panorama che scalda il cuore con gli ultimi tepori autunnali e lascia stupiti anche nella versione invernale. Da Col di Roanza è possibile ammirare il distendersi della città di Belluno, appena sotto, e  con uno sguardo all’orizzonte, abbracciare anche il gruppo di montagne della Schiara. Risalendo verso la cima del Monte Serva, si apre una stradina bianca che si inoltra in una piccola conca dove, quasi sospesa su un poggio sopra la Val Belluna, sorge la Chiesetta cinquecentesca di San Michele. La chiesetta ha delle fattezze linearmente essenziali. La sua struttura, così come la vediamo adesso, è quella assunta in epoca cinquecentesca, con il caratteristico protiro per il riparo dei viandanti che anticipa la semplice aula squadrata e l’abside ottagonale. All’interno della chiesetta, sotto l’arcata trionfale si trova un crocifisso ligneo risalente al ‘700: si tratta di un lavoro di artigianato locale. L’altare ha una piccola pala dipinta a olio che raffigura un sacerdote ebraico, probabilmente Aronne, che regge il turibolo e la navicella; la sua figura è contornata da serti di rose.

Sul fronte opposto, dal centro abitato di Castion, sul lato sinistro del fiume Piave, sicuramente il percorso più affascinante è nella zona di Mòdolo. Si tratta di un itinerario che si snoda lungo un percorso ad anello a est rispetto alla piana castionese. Il percorso è uno dei più interessanti della Valbelluna per l’aspetto paesaggistico con le viste sulla piana di Mòdolo, su villa Miari Fulcis e sul piccolo Santuario di San Mamante. Nella chiesetta di epoca bizantina, riedificata nel 1527 dall’umanista Pierio Valeriano, sono conservati: un crocifisso quattrocentesco, affreschi attribuiti a Pomponio Amalteo e tele di Francesco Frigimelica. Il contesto naturalistico completa la bellezza di questo quadro bucolico  caratterizzato dal continuo cambiamento della flora. Anche durante l’autunno, i colori della vegetazione rendono affascinante passeggiare nella zona mentre d’inverno è un’opportunità a portata di mano per trascorrere qualche ora all’aperto.



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