Sentiero dei Villaggi Cimbri

All’interno della foresta del Cansiglio sono presenti ben 6 villaggi cimbri alcuni dei quali ormai ridotti in rovine.

l sentiero consente di percorrere un tracciato che collega i villaggi Cimbri a partire dal Museo regionale dell'Uomo in Cansiglio "Anna Vieceli" e Centro etnografico e di cultura cimbra (MUC) gestito da Veneto Agricoltura, con approfondimenti riguardo la storia dell’arrivo e della vita della comunità cimbra (le famiglie Azzalini, Bonato, Slaviero e Gandin), giunta in Cansiglio alla fine del XVIII secolo da Roana (Altopiano di Asiago, VI). Visitando il Museo si ripercorrono le vicende attraverso le immagini storiche dei villaggi, i volti dei “Cimbri scatoleri”, gli antichi attrezzi utilizzati un tempo e ancora oggi per la lavorazione del legname ed alcuni utensili e oggetti prodotti dagli stessi Cimbri come i famosi “scatoi” (scatole), contenitori circolari per la conservazione del formaggio, dei cibi e degli abiti. In queste sale si può scoprire sia la lingua cimbra, un dialetto di origine tedesca parlato attualmente ancora da alcuni Cimbri data la loro origine germanica, comprensibile grazie alle didascalie bilingue che vedere alcuni filmati che fanno rivivere la storia di questa popolazione scoprendo nel contempo i segreti della magnifica Foresta del Cansiglio popolata da molti animali, primo tra tutti il cervo.

Dalla località Pian Osteria si giunge a Campon percorrendo il sentiero escursionistico su strada forestale. Situato lungo la strada che conduceva a Spert, il sito di Campon fu utilizzato dai Cimbri prima come “laboratorio” e poi come dimora stabile dalle famiglie originarie dalla Val Bona, primo insediamento cimbro dopo quello di Pian dei Lovi. Attraversato da una piccola ferrovia proveniente dal Pian di Landro Baldassare, costruita dalle truppe austriache durante la prima guerra mondiale per il trasporto del legname al fronte e della quale rimangono evidenti tracce, fu incendiato e distrutto dalle truppe tedesche durante il secondo conflitto mondale, e ricostruito in muratura. Negli anni ‘50 contava due osterie e un negozio di generi alimentari ed era luogo di incontro dei Cimbri diretti alla chiesetta della Madonna del Runal che qui sostavano a consumare il tipico piatto di trippe nel giorno di festa (8 settembre). Da Campon si prosegue per il sentiero E2, ritornando a Pian Osteria: villaggio fondato nel 1887 e crocevia di tre valli, crebbe di importanza fino a contare un centinaio di abitanti, una locanda, due osterie, un negozio di generi alimentari. Dalla locanda La Huta (denominazione cimbra che indica la capanna laboratorio del cimbro artigiano) si percorre dolcemente uno dei boschi misti più interessanti e vari della foresta: abeti rossi, grandi abeti bianchi e faggi, e seguendo il sentiero E2 si arriva al villaggio Pich Vecio. Fondato nell’anno 1820 dai fratelli Bonatto detti Pich, fu successivamente abitato da altre famiglie provenienti dai villaggi di Pian dei Lovi, Canaie Vecio e Val Bona. Il villaggio situato in posizione elevata rispetto alla piana del Cansiglio, esposto a sud est e riparato dai venti del nord aveva un clima mite, tanto da consentire la crescita di svariati ortaggi e di alberi da frutto. Le prime due abitazioni furono edificate con il tetto a due spioventi, ricoperte l’una di "scandole" (assicelle di abete sovrapposte) e l’altra di "stèle" (trucioli o scarti della lisciatura dei crivelli) fermate da stanghe poste sopra di trasverso. Dal 1940 fu abbandonato e ricostruito più a valle. Continuando il percorso si possono vedere anche diverse “lame”, tipiche pozze d’acqua dove vanno gli animali ad abbeverarsi e alcune piccole piazzole carbonili, chiamate “ajàl”, usate in passato per la produzione del carbone. Si arriva infine al villaggio di Vallorch, abitato dalla metà dell’Ottocento e scelto per l’ubicazione a breve distanza dalla piana ma all’interno del bosco (che garantiva quantità e qualità di faggi con venatura legnosa perfettamente parallela adatti alla tipica lavorazione degli "scatoi") e per il clima meno rigido (una differenza di circa 8 gradi con la piana sottostante e per l’assenza della nebbia). Nella costruzione dei primi "casoni" furono parzialmente utilizzati i tavoloni recuperati dal villaggio natale di Val Bona. Alcune abitazioni avevano e tutt’ora conservano il caratteristico stile cimbro-allemannico con il tetto spiovente e aggettante nella parte antistante, atto a formare un portico coperto. Crebbe rapidamente in numero di abitazioni (circa 15) e abitanti fino a circa una sessantina e vi si trovavano anche due osterie. Fu ripetutamente incendiato nelle due guerre mondiali, ma sempre ricostruito, rimase stabilmente abitato fino al prima metà del 1900 quando la popolazione si trasferì nei paesi vicini. Proseguendo in discesa lungo la strada asfaltata, con una breve deviazione in salita si arriva fino al villaggio de Le Rotte, ben esposto e anch’esso caratterizzato dalle tipiche case con orti familiari in cui non manca mai il cavolo cappuccio.

Il rientro avviene percorrendo nuovamente il sentiero verso Vallorch (magari percorrendo il Troi dei Cimbri, segnalato da cartelli sul posto) oppure agganciandosi ad altra rete sentieristica per rientrare a Pian Osteria.

Poco distante dal Villaggio de Le Rotte si trova il “Bus de la Genziana”, riserva naturale ipogea, scoperta nel 1966, un insieme di gallerie e pozzi oltre i 580 metri di profondità con uno sviluppo esplorato di 8 chilometri, dove è stato realizzato a circa 20 m di profondità all’interno di una grotta un piccolo laboratorio di bio-speleologia dove vive anche il famoso proteo, un minuscolo anfibio di origini antichissime che si è adattato a vivere in condizioni estreme di assenza di luce e bassa temperatura.

Altre informazioni

Strutture disponibili
Strade sterrate segnate con frecce direzionali, pannelli didattico illustrativi.
Consigli pratici
Scarpe da trekking, macchina fotografica.

Accesso: percorrere la SP n. 422 fino a Pian Osteria.





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Allegati



Orari e accessibilità

Da aprile a novembre.

Aperto/a al pubblico
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